Avanti popolo, alle primarie…

In attesa della definizione delle modalità con cui si svolgeranno le primarie per designare il candidato premier dell’Unione, osserviamo che l’entusiasmo unionista per questa forma di democrazia diretta è talmente travolgente da aver oscurato alcune elementari considerazioni di forma, oltre che di sostanza. Nei giorni scorsi abbiamo sentito Prodi declamare che non avrebbe mai accettato di “regnare senza governare”. Oltre che di un ego ipertrofico, che sta rapidamente surclassando quello di Berlusconi nel ruolo di Uomo della Provvidenza, Prodi soffre della sindrome del candidato dimezzato, destinato a guidare una coalizione ma privo di una leadership in un partito proprio. Memore dell’esito catastrofico della precedente esperienza governativa, quando fu defenestrato dall’impuntatura di Bertinotti sulle 35 ore, oggi Prodi sta tentando in tutti i modi di imporre la disciplina ad una coalizione-patchwork, sostenuto (almeno finora) dal grande sforzo dei Ds, che in queste primarie metteranno una robusta moral suasion verso i propri militanti e la loro poderosa macchina organizzativa, il tutto pur di non schierare un proprio candidato, per motivi talmente oscuri da risultare chiarissimi. E così, ecco l’ultima idea del Professore: un patto di legislatura con i partiti del centrosinistra. Se Prodi cade, si va immediatamente a votare. Anche qui, il ricordo del 1998 è vivissimo, quello della Costituzione della Repubblica italiana assai meno. Dopo aver trascorso gli ultimi anni a lanciare disperate grida di dolore sul golpe ordito dai berluscones, trasformati in utili idioti della Lega, con una riforma costituzionale che (a suo dire) avrebbe mutilato la figura istituzionale del presidente della repubblica, Prodi si volge nella caricatura dell’hooligan di un premierato ben più forte di quello ipotizzato nella riforma presentata dall’attuale maggioranza. Si, perché pare che, con l’attuale “sana e robusta Costituzione, il compito di sciogliere le camere spetti ancora al capo dello Stato, e quanto accaduto nelle ultime legislature sembra suggerire un ruolo tutt’altro che notarile da parte dell’inquilino del Colle, chiunque esso sia. Gli studenti al primo anno di giurisprudenza apprendono che le leggi prevalgono su regolamenti, usi e consuetudini. Gli studenti-premier abbondantemente fuori corso, invece, oltre ad indignarsi per le riforme istituzionali altrui, sono ancora convinti che un patto tra privati cittadini, quali sono le segreterie di partito, possa far premio sulla Carta fondamentale del paese. Ma questo bizzarro lodo pre-elettorale non sarebbe in contrasto unicamente con l’articolo 88 della Costituzione (“Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.“), ma anche con l’articolo 67 (“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.“). Urge quindi, per il Professore ed i suoi consigliori, la frequenza a corsi di recupero di diritto costituzionale, per colmare un inquietante debito formativo. Aspettiamo di conoscere le modalità di esercizio del voto delle primarie. D’Alema vorrebbe che votassero “a milioni”, per dare una poderosa investitura popolare a Prodi, ma a tutt’oggi non è ancora stata esplicitata l’interpretazione politica da dare al risultato ottenuto dal vincitore. E mentre sono già iniziate le elucubrazioni su quale potrebbe essere il “numero magico” che segna la linea di confine tra un trionfo di leadership ed una vittoria di Pirro, appare evidente che la vera lotta mortale si svolgerà lontano dai riflettori, nell’assegnazione dei collegi elettorali. Nel frattempo, anche nell’altro schieramento, prosegue l’iperattivismo del premier per creare un soggetto politico unitario, sia pure temperato da valutazioni più gradualiste, ad esempio riguardo i tempi di completamento dell’iter fusionista.
Per raggiungere il non da tutti agognato obiettivo del bipolarismo, sarebbe stata sufficiente l’eliminazione della quota proporzionale nell’assegnazione dei seggi alla Camera. Opzione troppo trasparente e netta per essere accettata dagli oligarchi della politica italiana.

P.S. come ampiamente previsto, in occasione delle primarie si stanno preparando delle zingarate in perfetto stile “Amici miei“. Qualcuno ne ha già sperimentato le conseguenze.

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