Le tasse di Angela

Appena un giorno dopo che la leader dell’opposizione tedesca, e candidato alla Cancelleria, Angela Merkel, ha reso pubblica la propria piattaforma elettorale in vista delle elezioni anticipate, il probabile partner di coalizione della CDU-CSU ha avviato la propria campagna elettorale criticando aspramente uno dei capisaldi del programma: l’aumento delle imposte indirette. Il leader della FDP, Guido Westerwelle, ha dichiarato oggi alla Neue Presse di Hannover che una simile manovra si tradurrebbe in un onere aggiuntivo per i cittadini tedeschi. I sondaggi indicano che la CDU della Merkel, ed i suoi tradizionali alleati, i Cristiano-Sociali bavaresi, pur in vantaggio di una quindicina di punti percentuali sull’attuale coalizione rossoverde al governo, avranno con tutta probabilità bisogno di allearsi con i liberali per poter governare.
Merkel vorrebbe utilizzare le maggiori risorse fiscali ottenute portando l’aliquota Iva dal 16 al 18 per cento per ridurre gli oneri sociali, come l’assicurazione sulla disoccupazione, che gravano sul costo del lavoro, un problema presente anche in Germania, pur se non nella drammaticità che caratterizza invece il caso italiano. Riecheggiando i commenti di molti imprenditori, il segretario generale della FDP, Dirk Niebel, ha dichiarato al Financial Times Deutschland che il programma della CDU-CSU “manca di coraggio nel portare avanti delle vere riforme strutturali“, per poi smorzare i toni e sostenere che l’obiettivo prioritario resta quello di battere Schroeder, affrontando eventuali divergenze durante i colloqui per la formazione del nuovo governo. Il leader della CSU bavarese, Edmund Stoiber, si è detto convinto che alla fine la FDP accetterà l’idea dell’aumento dell’imposizione indiretta. Meno diplomatico il suo compagno di partito, Michael Glos, che ha affermato che “un piccolo partito deve battere sui tamburi con più forza, per attrarre l’attenzione su di sé“. L’Ufficio Federale di Statistica ha annunciato che la manovra sull’imposizione indiretta provocherebbe un aumento dell’inflazione di circa un punto percentuale.
A noi questa proposta della Merkel non entusiasma, per usare un understatement. E’ molto datata, tenta di contrastare il problema del costo del lavoro in Europa occidentale, reso drammaticamente elevato dal confronto con i paesi di nuovo ingresso nell’Unione Europea, e soprattutto con i competitor asiatici, attraverso l’aumento della pressione fiscale, anziché per mezzo di liberalizzazioni a vasto raggio e gestione dell’offerta. Un avvio di campagna elettorale piuttosto deludente, nel segno del continuismo con la Vecchia Europa gabelliera. Si aggiunga poi che l’aumento dell’Iva colpirebbe duramente i consumi tedeschi, proprio nel momento di maggiore sofferenza, essendo la domanda delle famiglie esattamente la tessera mancante al puzzle di una crescita tedesca sempre più dipendente dall’export. Confidiamo che in futuro la front runner della CDU riesca a sviluppare una maggior propensione all’innovazione e al coraggio, non vorremmo che anche a Berlino si risvegliassero democristiani nell’accezione italiana del termine…

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