Caro Christian…

Ormai è destino che Tocqueville debba, ad intervalli regolari, essere percorsa da forti correnti polemiche. Questa volta è il turno di Christian Rocca sul caso di Adriano Sofri. Non riprenderemo i dettagli della questione. Il nostro pensiero lo abbiamo già espresso e reiterato dagli ottimi Twins.

Adriano Sofri è stato condannato sulla base della legislazione emergenziale che ha permesso di annientare molte vite sulla esclusiva base di dichiarazioni di pentiti (uno, nel caso in questione), scarsamente o per nulla riscontrate. Nel suo caso specifico, poi, parliamo di un meccanismo infernale messo in moto 16 (diconsi sedici) anni dopo i fatti. Ecco perché, a nostro giudizio, è liberale porsi la domanda se una simile legislazione debba avere diritto di inquinare la vita civile di un paese che aspira e dispera a definirsi normale. Ecco perché è liberale chiedersi se questo uso criminogeno della legge, per finalità di regolamenti di conti e faide politiche, debba avere diritto di cittadinanza in questo paese. Adriano Sofri è stato un cattivo maestro? Certamente si. Ma molto di quello che ha fatto e detto negli ultimi anni basterebbe, a nostro giudizio, a giustificare un atto di clemenza, non foss’altro che per riconoscere tangibilmente il principio del valore rieducativo della pena. Certo, sappiamo che occorre cambiare la legge, eccetera eccetera. Ma proprio per questo motivo, a nostro avviso, è liberale porre con forza questo tema. Non per fare un favore al signor Adriano Sofri, ma per compiere un passo avanti verso la civiltà giuridica, e per tutti gli Adriano Sofri che marciscono nelle carceri italiane. Fortunato il paese che non ha bisogno di punizioni esemplari.

E ci spiace molto che in Tocqueville, di cui questo blog fa parte, molti non abbiano capito che questa è l’essenza della questione, non dotte dissertazioni su cosa è il liberalismo o affermazioni tranchant che giustificano la pena sulla base delle opinioni espresse nel passato dal condannato, per odiose che fossero, e certamente lo erano.
A margine, vorremmo dire a Christian Rocca, che leggiamo ogni giorno, che forse una certa virulenza di termini potrebbe e dovrebbe essere moderata.

Tocqueville è una strana creatura: non torneremo sul concetto del fusionismo, a cui aderiamo dalla nascita di questo aggregatore. Talvolta, giova dirlo, ci sentiamo a disagio nel leggere alcuni post che, con la tradizione liberale e conservatrice (le due correnti mainstream di Tocqueville) hanno ben poco a che vedere. Ma ci piacerebbe poter leggere critiche circostanziate e specifiche a singoli aderenti a Tocqueville, non giudizi sommari ed inappellabili che tendono a negare l’evidenza della polifonia che caratterizza questa esperienza di aggregazione, anche se diremmo che talvolta questa polifonia presenta una varianza forse troppo elevata per i nostri gusti.

P.S. Il titolare di questo blog ha 40 anni, non è mai stato fascista (né comunista), e non usa la Playstation, preferendole di gran lunga la Xbox. Nessuno è perfetto…

P.P.S. Sottoscriviamo la posizione espressa da JimMomo.

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