Contravvenendo allo spirito natalizio ed alla quiete sintetica che di solito caratterizza l’inizio anno di noi decadenti occidentali, ci corre l’obbligo di segnalarvi un piccolo dettaglio sul cosiddetto “accordo” tra Casa Bianca (e Democratici) e Repubblicani per “evitare” l’ormai celebre Fiscal cliff , che molti giornalisti italiani avevano già adottato come surrogato delle profezie Maya.

Ora che abbiamo (forse) appurato che Jared Lee Loughner è un folle cane sciolto, un fuori di testa, uno schizofrenico (ma chi ha detto che le malattie mentali si associano necessariamente alla violenza? Non è che siamo un po’ troppo sbrigativi?), ma soprattutto una monade assolutamente impermeabile alla retorica violenta ed eliminazionista del “dibattito” politico (infatti è per puro caso che il giovanotto ha sparato in testa ad una deputata), la domanda sorge spontanea.

di Mauro Gilli

Apprendiamo che, secondo Christian Rocca, il seguente scambio tra Henry Kissinger e Richard Nixon dimostrerebbe la bancarotta morale del realismo politico:

Kissinger: “The emigration of Jews from the Soviet Union is not an objective of American foreign policy. And if they put Jews into gas chambers in the Soviet Union, it is not an American concern. Maybe a humanitarian concern.”
Nixon: “I know. We can’t blow up the world because of it”

Ha ragione Rocca? No.

Ieri, il nostro tuttologo multimediale di riferimento ha vergato un agile peana per Sergio Marchionne e per i creativi che hanno realizzato il nuovo spot televisivo della Dodge Challenger. Che ammicca, in nome della libertà, ai Tea Parties ed allo spirito delle colonie. E qui Rocca riesce in una spericolata operazione-twist: abbandonare Obama al suo destino di bieco statalista e magnificare l’abilità imprenditoriale di Marchionne, di cui i giornali americani già “elogiano lo stile” (del maglioncino?), mentre “i primi risultati cominciano a dargli ragione”.

Siamo in estate, la stagione dei colpi di sole, dell’insostenibile leggerezza dell’essere, dei torpori di varia natura. Possibile anche che questo sito, che di solito non fa del bar sport, si dedichi ed elucubrazioni pallonare allo stesso modo in cui lo fanno tutto l’anno altri noti opinionisti blogosferici, spesso neppure parlando di calcio. Consentiteci quindi una licenza poetica alla dea Eupalla, come avrebbe detto Gioanbrerafucarlo.