Scandalismi

Non male il titolo scelto per questo articolo del Guardian. Il pezzo è dolcemente naufragato nel felice oblio che da ieri pomeriggio avvolge il circo mediatico del Bel Paese, che sta godendosi il meritato riposo, dopo cinque anni trascorsi in diuturna attività di watchdog. E’ un esempio di giornalismo scandalistico? Forse si. La testata che lo ha pubblicato è degna di rispetto e attenzione? Si. Nessuno è perfetto, uno scivolone può capitare a tutti. Aggiungete il consolidato disprezzo per l’Italia che da sempre caratterizza ampi settori delle élites europee, e il gioco è fatto.

Però…però di questo articolo non vi è finora traccia sulla stampa italiana, neppure per esecrare, confutare o forgiare ignei elzeviri garantisti. Nessun guitto, nessun vegliardo pennivendolo si è finora affacciato sul proscenio della coraggiosa denuncia civile, fino al mese scorso affollatissimo e popolato da coraggiosi cittadini, disposti a giurare di avere scorto l’inconfondibile profilo di Silvio Berlusconi colto nell’atto di sparare a Martin Luther King, o di essere stati rapiti da alieni dalle inconfondibili fattezze di Cesare Previti.

Buon lavoro al ministro di Grazia e Giustizia, Mastella Clemente da Ceppaloni, laureato in lettere, la cui missione è quella di far rapidamente cadere nell’oblio gli anni bui dell’ingegner Castelli Roberto da Lecco, e di “ridare serenità” ai magistrati, anche attraverso un forte richiamo etico. Come scolpì il Piccolo Timoniere:

“C’è una crisi etica che investe la nostra società. Nella nostra società purtroppo si è prodotto un clima di tolleranza ed assuefazione a comportamenti eticamente riprovevoli, se non addirittura illegali, a conflitti di interesse clamorosi, ad arricchimenti improvvisi e sfacciati, addirittura premiati da norme fiscali. Si è prodotto un clima di perdita di senso dello Stato, di intrecci fra controllori e controllati. Dobbiamo dare un segnale di forte discontinuità.”

(Grazie a Tudap)