Il futuro del blogging

Come molti tra voi sapranno, nei giorni scorsi uno dei migliori blogger italiani ha deciso di prendersi quella che ci auguriamo essere solo una pausa di riflessione. Non divulgheremo tutti i motivi che lo hanno portato a questa decisione, anche per rispetto della sua privacy, ma riteniamo opportuno ed interessante rendere pubblico (dopo aver ottenuto l’autorizzazione a farlo) il suo pensiero su quella che dovrebbe essere l’evoluzione dei blog. Strumento di comunicazione che ha conosciuto una crescita esponenziale, ma che ora si trova ad un bivio circa la propria natura e funzione:

A mio avviso i blogs rimangono uno strumento preziosissimo di informazione alternativa, e anche di discussione, ma l’evoluzione più auspicabile per essi è la specializzazione. Bisogna iniziare a fare blogs professionali e d’informazione alternativa (tipo LGF, Barcepundit, the Daily Ablution, ecc.) in cui non sia possibile commentare (tanto i commenti comunque sono stralunati e di solito inutili) e blogs generici di socializzazione e cazzeggio in cui incontrare amici e roba del genere.

Bisogna dire anche che, al di la dei blogs, il livello della discussione si è abbassato in generale (o forse sono io che lo ricordo erroneamente più alto). Quando non si può discutere di una grave situazione internazionale, come ad esempio una guerra, senza che subito la si butti in ideologia, in caciara, nel fare a gara a chi svia meglio il discorso o ricorda il maggior numero di nefandezze dell’altra parte oppure non si incominci a mentire spudoratamente e a propinare teorie del complotto, la discussione diventa inutile (e quindi per me noiosa).

Sottoscriviamo. Grazie Wellington, e a presto!