Di gnocche e dissociazioni

Apprendiamo che ieri sera, nel corso della trasmissione “Annozero”, Michele Santoro ha chiesto scusa “a nome del genere maschile” (sic) alla giornalista Rula Jebreal, vittima di un insulto captato fuori onda (“Gnocca senza testa“) durante una scorsa puntata della trasmissione. Santoro, nel corso della puntata, ha riservato poche battute alla vicenda, ricordandola per sommi capi e ha quindi chiesto scusa alla giornalista a nome evidentemente anche del “colpevole”. “È inutile – ha detto Santoro – rispondere agli insulti. Sarebbe come replicarli all’infinito. Ti chiediamo scusa e ora puoi riprendere serenamente a fare il tuo lavoro”. Lavoro che, seppur svolto “serenamente”, a noi appare tuttora piuttosto deficitario sul piano qualitativo. La Jebreal, non è chiaro se perché preventivamente indottrinata dal tribuno Santoro o se perché ha visto troppi telefilm d’azione con Lucia Annunziata, ha deciso di gestire il proprio modus operandi interrompendo e dando sistematicamente sulla voce ai propri intervistati. Qualcuno deve averle detto, sbagliando, che ciò fa molto Amanpour, dimenticando tuttavia di avvertirla che interruzioni che rappresentano altrettanti off-topic rispetto all’intervista non rendono un grande servigio all’intelligenza dell’intervistatrice. Ergo possono indurre qualche reazionario del genere maschile a reputarla “senza testa”, con la frusta associazione di tale caratteristica alle indubbie doti estetiche della signora Jebreal e perpetuando un odioso luogo comune machista. 

Si ripete, quindi, un percorso di carriera politicamente corretto: si prende un soggetto con le stigmate del minoritarismo ed atavicamente svantaggiato (etnia, genere), lo si fa accedere ad un contesto che ne certifica inequivocabilmente la promozione sociale, si trasforma l’eventuale incidente, che fatalmente ne conferma l’inadeguatezza al ruolo professionale, in occasione per rafforzarne il percorso di promozione. E’ l’affirmative action, bellezza.

Date queste premesse, siamo quindi costretti a dissociarci dalla dissociazione dal genere maschile fatta da Michele Santoro. Per noi, Rula Jebreal resta una gnocca senza testa. Per un motivo preciso: ha accettato di farsi strumentalizzare dal proprio boss. Attendiamo che almeno uno dei due requisiti venga meno, e poi compiremo una nuova valutazione.