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Il ticket sul pronto soccorso non aumenta, ma “in realtà diminuisce del 35% mentre crescono le esenzioni”: il ministero della Salute precisa così in una nota il contenuto dell’emendamento presentato in Finanziaria sul ticket sulle prestazioni di pronto soccorso.
Prima dell’emendamento presentato ieri alla Camera le quote a carico dei non esenti erano così composte: 23 euro per le prestazioni non urgenti (il cosiddetto codice bianco) e 41 euro per le altre tipologie di prestazioni non urgenti (il codice verde, con esclusione dei traumi e degli avvelenamenti).
Con l’emendamento viene invece unificata a 27 euro la quota, sia per i codici bianchi sia per quelli verdi ed in più vengono esentati tutti i bambini fino a 14 anni di età indipendentemente dal reddito di famiglia. Prima erano esenti solo fino a 6 anni e con un reddito inferiore ai 36.151,98 euro. Complessivamente le entrate dalla manovra da questo ticket passeranno dai 100 milioni di euro a 65 milioni con una riduzione del gettito del 35%. Il ministero fa anche notare che i codici verdi rappresentano circa il 65% del totale delle prestazioni del pronto soccorso mentre i codici bianchi il 15%. A questo punto, se si continua ad introdurre misure di contenimento della spesa e di aumento di entrate che interessano solo esigue frazioni della popolazione (secondo il governo), ci si potrebbe chiedere perché mai tali misure vengano istituite. Mistero.

Quindi, secondo uno schema collaudato, si inventano numeri che vengono successivamente ridimensionati, per stimolare nei pazzi concittadini il sospiro di sollievo tipico dei sofferenti di Sindrome di Stoccolma. La rettifica determina una inevitabile perdita di risorse, che dovranno essere reperite altrove. Torna al via senza passare dal Parco della Vittoria. Mirabile la logica economica di quest’ultimo provvedimento: introdotto per deflazionare l’accesso al pronto soccorso come surrogato delle prestazioni del medico di base ed in parte di quelle specialistiche, quindi correttamente impostato sulle tipologie di accesso basate sulle emergenze minori (che dovrebbero quindi essere quelle a maggiore elasticità della domanda al prezzo) finirà, dopo questa ennesima levata d’ingegno, col ridurre drasticamente l’effetto disincentivante sulle false emergenze, che si concentrano nell’ambito del codice verde. Inoltre, la rimodulazione del ticket sulle prestazioni di pronto soccorso ai minori, sganciato da parametri di reddito familiare e con ampliamento fino ai 14 anni dell’età di esenzione, si tradurrà in un boom di accessi surrogati delle prestazioni pediatriche. Well done.

Nel frattempo, si infittisce il giallo dei fondi alla ricerca: i 200 milioni previsti dal governo erano già presenti tra i documenti di bilancio, quindi l’entusiasmo dell’inconsapevole senatrice a vita Rita Levi Montalcini per la nuova tornata di concorsi clientelari appare lievemente fuori luogo.

Ancora una volta, i fatti danno ragione a Prodi: il governo è come una squadra che parte da meno 26. Si, ma di IQ.

Su questa (ed altre) amenità, l’imprescindibile column di Michele Boldrin su NfA.

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