Le visioni di Prodi

Ricordate la leggenda dell’antico re di Roma, Numa Pompilio? Quello che si appartava con la ninfa Egeria, divinità d’acqua figlia di Giove, per avere informazioni e consigli sulla gestione della cosa pubblica? Bene, pare che Romano Prodi abbia deciso di seguire questo proficuo filone di ipse dixit, rinverdendo i fasti della famosa seduta spiritica del 1978, quella che avrebbe dovuto rivelare il nome della prigione di Aldo Moro, con tavolino e pendolino gentilmente offerti dai servizi segreti. E così, oggi Prodi ha rivelato l’esistenza di un clamoroso inedito di don Dossetti, uno dei numi protettori (gli altri sono Che Guevara e Chavez) dell’attuale maggioranza.

Intervenendo a un convegno su don Giuseppe Dossetti nel decennale della morte, Romano Prodi ha reso noti alcuni appunti inediti su un colloquio con il monaco del 3 marzo ’93 in cui, ha spiegato,

“Dossetti riteneva assolutamente necessario un passaggio immediato a una legge elettorale maggioritaria con un cambiamento totale della classe dirigente, e la formazione di un esecutivo capace di prendere decisioni di grande portata, ritenendo anche pericoloso, date le fragilità del Paese, una struttura fortemente federale. Il decentramento amministrativo è quanto mai opportuno, diceva Dossetti, ma la politica deve rimanere al centro”

Ci pare improbabile che un personaggio dotato del retroterra culturale di Dossetti (che è quello che attribuisce valore salvifico al proporzionalismo) potesse immaginare, all’inizio degli anni Novanta, un esito maggioritario per la democrazia italiana. Soprattutto considerando che un esecutivo “capace di prendere decisioni di grande portata” avrebbe lastricato di buone intenzioni la strada infernale della dittatura del premier, come sostenuto dallo stesso Prodi in relazione alla ormai defunta riforma costituzionale della CdL. Ma forse sbagliamo noi, magari Dossetti aveva già prefigurato l’esigenza di creare il Partito Democratico, e fors’anche la Primaria, per puntellare la presunta leadership prodiana negli anni a venire.

Restiamo quindi in attesa del rinvenimento di alcuni brani inediti di John Lennon, nei cui testi sia indicata l’insopprimibile esigenza di costruire più rigassificatori in Italia.

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