Il moto perpetuo

I conti dell’Inps ”vanno bene” con un ”notevole aumento delle entrate contributive” nei primi sei mesi del 2007. Lo afferma il presidente dell’Istituto Gian Paolo Sassi a margine della conferenza stampa sugli aumenti per i pensionati con assegni bassi sottolineando che per le entrate ci dovrebbero essere aumenti rispetto all’anno scorso di circa 3-4 miliardi nei primi sei mesi dell’anno (la finanziaria per il 2007 aveva previsto incrementi delle aliquote contributive, con il passaggio per i dipendenti dal 32,7% al 33%).

”C’è stato – spiega – un notevole aumento delle entrate contributive al quale ha fatto fronte un aumento delle uscite non così alto, dovuto all’aumento dell’importo medio delle pensioni. I conti vanno bene, in linea con le previsioni. C’è un discreto rallentamento delle anzianità che sono state inferiori alle attese che già prevedevano per quest’anno un rallentamento rispetto all’anno scorso. Questo è positivo – conclude Sassi – e smentisce l’idea che ci sia stata una fuga verso la pensione”.

Sorvoliamo sul fatto che il presidente dell’Inps estrapoli una tendenza da pochi mesi di dati, inferendo che “non vi è stata fuga” verso le pensioni di anzianità: tutti teniamo famiglia. E poi, diciamola tutta: se il sistema di aspettative vale qualcosa, e l’annuncio di riforme che aumentino l’età pensionabile provoca l’aumento dei pensionamenti, è verosimile attendersi che basti annunciare che si lavora alla riduzione dell’età pensionabile per determinare un’attenuazione della tendenza al pensionamento precoce, giusto? Abbiamo scoperto la pietra filosofale!

A breve si staglierà all’orizzonte la figura del solito rocket scientist della sinistra radicale, che ci spiegherà che “visti i conti dell’Inps” si deve abolire la struttura degli “scalini” che hanno sostuito lo “scalone Maroni”, ed auspicabilmente ridurre l’età pensionabile a 57 anni, per contrastare il “logorio della vita moderna” che colpisce quasi esclusivamente l’Italia.

In pratica, è una variante dello schema di Ponzi: entrate correnti servono a finanziare passività di lungo termine. E pazienza se siamo già il paese con la maggiore pressione contributiva: tutto serve per tenere in piedi la truffa ai danni delle giovani generazioni perpetuata dall’attuale sistema pensionistico.

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