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Sabato prossimo, 22 settembre, si svolgerà a Roma la “Marcia per la tua pensione“, organizzata da Decidere.net. Sabato 29 settembre, in un teatro milanese, avrà luogo un incontro pubblico per dibattere sul fisco, sempre a cura del network di Daniele Capezzone. Come i più fedeli (o masochisti) tra i nostri lettori ricorderanno, noi siamo stati e siamo piuttosto critici nei confronti dei “tredici cantieri” capezzoniani. Pensiamo che tali cantieri siano, in prevalenza, solo enunciazioni di principio senza reali contenuti operativi, qualora non più propriamente misure estemporanee e contraddittorie che non incideranno sull’agonizzante agenda politica italiana.

Sarebbe fin troppo facile infierire su Capezzone, e rammentargli che la sua folgorazione sulla via del liberismo avviene dopo oltre un anno di legislatura, quando il Nostro si è accorto che il suo padre-padrone Pannella lo ha condotto per mano ad allearsi con la più arcaica e culturalmente sgangherata sinistra del mondo occidentale, sia essa riformista alle vongole od onirico-massimalista. Verrebbe da pensare che Capezzone sia lievemente tardo di riflessi, ma ciò sarebbe in palese contraddizione con la notoria brillantezza del personaggio.

Allo stesso modo, giocare a fare il liberale-liberista mantenendo ben salda la poltrona di presidente della Commissione Attività Produttive della Camera consente un certo grado di leverage mediatico, che Capezzone non disprezza, e come side effect gli consente di essere coccolato da Confindustria, che lesta gli ha affidato l’immancabile rassegna stampa, stavolta su Radio24. Capezzone è bipolarista convinto, ma non ritiene di doverci dire ora con chi si schiererà, lasciando le nostre esistenze avvolte dalla nebbia del rovello. Tuttavia, osservando che Capezzone finora non si è espresso sui temi tipicamente libertari che hanno caratterizzato la sua carriera politica, potrebbe sorgere il legittimo sospetto che egli abbia iniziato una lunga marcia verso Forza Italia, dove approderà al termine di questa legislatura e quivi verrà posto in formalina e/o impagliato come la celeberrima topa di “Una pallottola spuntata“.

A parte ciò, noi pensiamo che non tutto del programma di Capezzone sia zucchero filato: certamente non lo sono le sezioni su lavoro e pensioni, ad esempio, con i fondamentali contributi di Giuliano Cazzola e Michele Tiraboschi; allo stesso modo in cui pensiamo che occorra lavorare tutti insieme per produrre una legislazione autenticamente liberale nel paese di Epifani, Bonanni, Angeletti, Diliberto, Storace, Tremonti, Casini e Grillo, anche per evitare di ritrovarci a guardare Piero Fassino mentre ci informa che il suo partito discende direttamente dal pensiero di Benedetto Croce.

Per questo motivo, a breve realizzeremo e pubblicheremo alcune proposte operative sulle principali aree di gestione economica del paese. Alcune saranno meno radicali di quelle di Capezzone, perché riteniamo che la concretezza debba sempre prevalere sugli slogan ed i contenuti sui contenitori. Non vi offriremo banner né musica, ma solo idee. Scusateci preventivamente.