Forse vi sfugge qualcosa

Sostiene Storace di aver spiegato a Berlusconi, nel corso di una telefonata, che egli avrebbe voluto discutere e firmare la mozione Schifani sulla Rai, ma che ciò gli sarebbe stato impedito, “per i veti arroganti di un partito che minaccia di votare la legge Gentiloni se Forza Italia si azzarda a discutere con noi“. Dove quel noi sarebbe la necostituita formazione storaciana denominata la Destra, nata per scissione da An. Storace conferma lealtà verso la CdL, e rifiuta l’accusa di essere colui che ha salvato il governo Prodi da ignominiosa caduta. Non sappiamo se il partito di Fini abbia realmente minacciato di votare il ddl Gentiloni, ma se facciamo una profonda ed estenuante riflessione, scopriremo che la formazione di Storace dovrà essere cooptata dalla CdL (assieme al pulviscolo nero-fuliggine di Alessandra Mussolini) se e quando si tornerà alle urne. Diciamo che questa mancata partecipazione al voto del Senato è stato una sorta di nodo al fazzoletto di Berlusconi che Storace ha voluto gentilmente inviare al Cavaliere. Non si vive di solo Mastella, in fondo.

Ricordate i ponti d’oro che Berlusconi lo scorso anno fece alla Nuova Dc di Rotondi? E quindi? Davvero Berlusconi può continuare a sostenere che è possibile tornare a votare con questa legge elettorale? Si badi, il problema si pone in modo drammatico con l’attuale porcellum, ma si poneva anche con il precedente mattarellum, mirabile esempio di un bipolarismo d.o.c. quanto può esserlo il parmesan della Nuova Guinea. Quindi, vediamo assai pochi motivi per rallegrarci per l’uscita di Storace da An, e molti di più per fare il tifo per il referendum Guzzetta che, se dichiarato ammissibile, potrebbe forzare un bipolarismo vero e feroce, ponendo le basi per rompere i circoli viziosi e parassitari della politica italiana. Sperem.

Nel frattempo, forse la mail più che a Storace conviene mandarla a Berlusconi…

UPDATE: il dibattito prosegue su Darwin