Controcorrente

Abbiamo (quasi) tutti letto, nei giorni scorsi, della non-intervista di Alessandro Gilioli (l’Espresso) a Beppe Grillo, in relazione alla preparazione del V2-Day, il prossimo 25 aprile, contro la “casta dei giornalisti”. Ora, come la pensiamo qui su Grillo dovrebbe essere noto. Fa strategie di comunicazione mirate ad un target culturalmente medio-basso, cioè populismo, neo-qualunquismo e cospirazionismo all’amatriciana. Fa tenerezza vedere i politici affannarsi dietro alle sue intemerate, lisciargli il pelo e tentare di ridurre i danni mentre i più “riflessivi” tra i suoi adepti si fanno intervistare esibendosi nella scimmiottatura di Flores D’Arcais e dichiarando, con involontario umorismo, “noi siamo cittadini pensanti”.

Riguardo questa specifica iniziativa grillesca, mirata all’abolizione dell’Ordine dei giornalisti (su cui siamo perfettamente d’accordo) e dei sussidi all’editoria, segnaliamo in controcorrente l’articolo di Andrea Moro su noiseFromAmerika (lo sappiamo, siamo ripetitivi, ma non possiamo farci nulla se trattasi del miglior blog multi-autore di lingua italiana esistente), che ritiene che quello di Gilioli sia un argomentare piuttosto debole e soprattutto a supporto dei poteri forti, quelli della grande editoria sussidiata e quotata in borsa, come Rcs, Mondadori, ilSole24Ore e l’Editoriale l’Espresso (guarda caso). Scrive Andrea:

Riguardo il finanziamento pubblico va sottolineato piuttosto un dato che il giornalista sembra ignorare. Al contrario di quanto suggerisce con una delle sue retoriche domande, una buona fetta del finanziamento pubblico all’editoria (il 69%) avviene attraverso gli sconti postali, e viene elargita in gran parte ai maggiori editori. Per esempio, Mondadori, Il Sole 24 ore e Rcs si accaparrano da soli il 29% di questi sconti, che corrispondono ad un totale per questi tre editori di più di 50 milioni di euro.

Né mancano suggerimenti per aumentare il pluralismo editoriale senza nuocere ai contribuenti o favorire i parassiti castali:

A Gilioli andrebbe spiegato che se proprio si vogliono spendere dei soldi pubblici per sovvenzionare il pluralismo, si potrebbe più efficacemente piazzare dei computer nelle biblioteche e nelle scuole dotandoli di una connessione broadband. Se il giornalucolo che sopravvive solo con le provvidenze pubbliche non riesce a comprarsi carta e francobolli senza l’obolo pubblico, pazienza. Con quattro soldi potrà pubblicare online ed acquisire così la possibilità di essere letto nei quattro capi del mondo.

Per una volta, quindi, condividiamo le istanze di Grillo, ed attendiamo fiduciosi che i liberisti sussidiati dal ditino levato ci spieghino come fare a stare al mondo. C’è un motto molto efficace che sintetizza l’attività di chi predica bene e razzola male, peraltro con “risorse” altrui. Ma siamo troppo politicamente corretti per citarlo in questa sede.

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