L’ombra di un’opposizione

Ieri si è riunito il governo-ombra del Pd-Ds-Dl, come dovremo abituarci a chiamarli almeno finché Martin Schulz non avrà deciso dove diavolo devono sedersi all’Europarlamento. Dall’umbratile consesso abbiamo avuto conferma che quella di Tremonti è una sofisticatissima strategia di mimetismo per eliminare il rischio del ritorno in parlamento non solo della sinistra radicale, ma anche di quella presunta riformista del Pd. Eliminarli prendendo le loro fattezze, s’intende. Ed il proteiforme Veltroni, che pare sia grande estimatore di Marcel Marceau, ha deciso di rispondere colpo su colpo, diventando il doppiatore di Tremonti.

Il risultato è questo distillato di sana demagogia in copia carbone:

Assicurazioni, Banche, Industria del petrolio e razionalizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione
E’ in questi settori che il governo ombra invita a trovare le risorse di copertura del taglio ICI, per non ridimensionare i servizi per i cittadini e gli investimenti allo sviluppo. Si tratta di interventi “emergenziali” e non strutturali, per far fronte all’emergenza dell’impoverimento delle famiglie. Le risorse necessarie possono essere trovate allargando le voci della base imponibile IRAP per banche ed assicurazioni, mentre per industrie impegnate nell’estrazione, raffinazione e vendita del petrolio si tratta di adeguare l’aliquota IRES all’aumento del prezzo del greggio. Attraverso questi provvedimenti sarà possibile ricavare circa 1,5 miliardi di euro che se associati alle misure di razionalizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione, saliranno a 2,5 miliardi, sufficienti per coprire il taglio dell’ICI.

Quindi ripresa integrale della Robin Hood Tax, con ulteriore pedante specifica che si tratterebbe di “intervento non strutturale” (che tradotto vuol dire “una pezza”), ma anche introducendo la progressività dell’Ires. Uòlter non correre, pensa a noi. E soprattutto fai guidare qualcun altro, se hai alzato il gomito. Ma far guidare chi? Ma il ministro-ombra dell’economia, il filosofo della Scuola di Piacenza Pierluigi Bersani! Il quale solo pochi giorni fa aveva recensito in questi entusiastici termini la Robin Hood Tax:

«Il delirio demagogico – dice Bersani – sta portando il Governo oltre il segno, fino alla foresta di Sherwood. A me basterebbe che non si facesse Robin Hood a rovescio, come si è fatto ad esempio nella prima manovra economica».
Si parla di un aggravio fiscale per i petrolieri. «Ma si dimentica intanto che i petrolieri adorano la prevenzione. Il solo annuncio degli aggravi è già stato trasferito alla pompa e da una settimana il differenziale del prezzo della nostra benzina con la media europea ha toccato la punta massima. È giusto che banche e petrolieri contribuiscano di più, ma verso il cittadino prima che verso l’erario».

Con un’opposizione così, chi ha bisogno di un governo?

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