Esserci o farci?

Il nostro tuttologo di riferimento irride il Pd per aver lasciato libertà di coscienza ai propri parlamentari sul disegno di legge “Pro Eluana”:

Ma come, non era una violazione della Costituzione e del principio di separazione dei poteri?

Forse a Rocca sfugge che quelle obiezioni erano relative al teatrino del premier sul decreto-legge di venerdì, ed alla pretesa del governo di utilizzare il Quirinale come un passacarte.

Poiché il disegno di legge sta seguendo il normale (e costituzionale) iter parlamentare, e trattandosi di tema etico (abitualmente rimesso alle coscienze individuali), non si comprende lo stupore per la scelta del Pd e la polemicuzza da bar sport, così stucchevolmente caratteristica del personaggio. Certo, si potrebbe obiettare di tutto, per puro amore di polemica: ad esempio che il “Pd lascia libertà di coscienza perché troppo debole e diviso per tenere l’ordine nei propri gruppi parlamentari”. Lo leggeremo, fidatevi. Attendiamo di verificare se i parlamentari del Pdl potranno godere della tanto auspicata ed altrettanto disattesa “anarchia sui temi etici” che è mancata nella seduta del CdM di venerdì quando il premier, con stilisticamente pregevole perifrasi, ha annunciato che “non si sarebbe opposto a dimissioni” dei ministri recalcitranti. Ecco, il liberalissimo Rocca avrebbe magari potuto rimarcare questo aspetto da caserma etica che sembra ormai pervadere il Pdl, ma non pretendiamo da lui simili complesse elaborazioni.

Ma per amor di cronaca, e per quello che può valere, è utile ricordare che  Obama votò a favore della legge ad personam su Terry Schiavo, e successivamente si dissociò da quel voto. Decontestualizzare fatti e parole per sostenere la propria tesi fa parte da sempre dello strumentario di Rocca, quindi la cosa non sorprende più di tanto. Ma è comunque confortante leggere che il Nostro sembra aver acquisito (almeno a livello terminologico) che coma e stato vegetativo non sono sinonimi.

Update: appunto.