Ancora sulla riabilitazione dei termometri

Dopo le esternazioni del premier sul leading indicator dell’Ocse, è opportuno osservare più da vicino questo oggetto misterioso anche per prepararsi, nei prossimi giorni, a leggere dotte analisi e inevitabili peana all’indirizzo dell’italica congiuntura. Dapprima, un’occhiata agli elementi costitutivi del Composite Leading Indicator (CLI) per l’Italia. Come vedete, essi provengono da tre data provider: Isae, Istat e Banca d’Italia, che per ciò stesso vengono quindi immediatamente riabilitati dopo mesi di fango frammisto ad ignoranza.

Il CLI è disegnato per prevedere l’andamento della produzione industriale a 6-9 mesi, sulla base di alcune componenti, che sono l’indice di fiducia dei consumatori, il tasso euribor a tre mesi, la tendenza prevista per produzione manifatturiera e ordinativi industriali, i nuovi ordini industriali reali e le ragioni di scambio. Il dato pubblicato ieri dall’Ocse è relativo al mese di giugno, quindi è per alcuni aspetti obsoleto (visto che non sempre le tendenze emergono in modo stentoreo, contrariamente a quanto pensano alcuni non addetti ai lavori, ed i falsi segnali sono più la regola che l’eccezione).

Altro caveat: l’euribor è sceso ai minimi storici, tendenza di recente accelerata dal mega-finanziamento a 12 mesi al tasso fisso dell’1 per cento attuato dalla Bce settimane addietro. Ma questo non necessariamente si rifletterà nello sviluppo della produzione industriale. In primo luogo perché l’investimento in macchinari ed impianti resterà debole, dato il basso tasso di utilizzo della capacità produttiva. Poi, si consideri che le banche prestano ad euribor più uno spread, e che nell’attuale fase congiunturale quest’ultima componente è aumentata, spesso al punto da controbilanciare la discesa del tasso di riferimento. Bene quindi la previsione di espansione a breve termine della produzione industriale italiana, ma ricordando che lo strumento previsivo è una guida, non le Tavole della Legge.

Ma ripetiamolo: le nostre principali istituzioni di statistiche e previsioni economiche sono state riabilitate dal premier, dopo mesi di attacchi gratuiti e senza costrutto. Almeno fino alla prossima previsione negativa.