Termometri riabilitati

L’Ocse vede nero e nelle ultime stime diffuse assegna all’Italia un Pil in calo, quest’anno, del 4,3% (stesso calo che metteranno insieme tutti i paesi dell’area). Il premier Silvio Berlusconi però non ci sta e sottolinea come certe stime alimentino la paura proprio quando invece ci sarebbe bisogno di maggior fiducia.«Prima non hanno previsto nulla – spiega Berlusconi riferendosi proprio all’Ocse – poi fanno le previsioni un giorno sì e un giorno no. Ma statevi zitti» – Ansa, 31 marzo 2009

«L’Ocse dice che l’Italia è la prima in Europa per segni di ripresa: è una buona notizia che va nella direzione della fiducia che io insisto bisogna avere per uscire presto dalla crisi». Così il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, alla conferenza stampa a Palazzo Chigi dedicata a un bilancio dei primi 14 mesi di governo. Incontro con i giornalisti che si svolge dopo il tonfo della produzione industriale registrato ieri e i segnali negativi dell’economia italiana segnalati oggi dall’Istat (Pil -6 % su base annua nel secondo trimestre 2009). – IlSole24Ore, 7 agosto 2009

Per chi fosse interessato, la previsione Ocse di cui parliamo oggi è il cosiddetto superindice, o Composite Leading Indicator (CLI), un indicatore anticipatore del livello di attività economica costruito per fornire segnali precoci dei punti di svolta del ciclo economico. Si tratta di un approccio focalizzato sui punti di svolta del ciclo, e per questo motivo fornisce informazioni qualitative sui movimenti economici di breve termine. Gli anticipi temporali variano, ma l’Ocse si prefigge un target di 6-9 mesi. Il CLI di giugno, pubblicato oggi, vede una ipotesi di punto di svolta piuttosto evidente per il nostro paese, in un contesto di ulteriore miglioramento delle prospettive economiche dei paesi Ocse, rispetto al mese scorso.

Ora attendiamo che i trombettieri del re, quelli che hanno passato gli ultimi mesi a “processare” economisti ed istituzioni internazionali, sventolino questo dato qualitativo come prova inequivocabile di un successo senza precedenti dell’azione di governo. Il grande Giovannino Guareschi li avrebbe ritratti con gusto, anche se in questo caso non si tratta di comunismo ma solo di servilismo unito ad una robusta dose di ignoranza.

P.S. E sempre riguardo la torrenziale conferenza stampa di oggi, meno male che Alitalia non è caduta nelle grinfie di Air France. Avremmo rischiato di trovarci Parigi o Amsterdam come hub per i voli italiani.