Ma le banche non sono l’unico colpevole

di MG

Leggo da diverse parti articoli impegnati nel sostenere che la finanza ha generato l’attuale crisi economica. Considero questi interventi un ottimo esempio di populismo a buon mercato.

Tranne una breve pausa imposta dallo scoppio della bolla dot-com, nel decennio che va tra la seconda metà degli anni 90 ed il 2007 il consumatore (americano ma non solo) ha speso più di quanto non abbia guadagnato per comprare immobili ed altri beni prodotti, direttamente o indirettamente, da tutto il resto del mondo. Il sistema finanziario gli ha fornito il credito necessario. In altre parole, è ora che qualcuno dica che una buona parte (la maggior parte?) della crescita economica mondiale di quegli anni si è basata sulla leva finanziaria, sui soldi presi a prestito.

Da dove si pensava che arrivasse tutto questo credito?
Era ovvio e naturale che le banche, per svolgere la loro attività, cercassero un modo per “riciclare” a loro volta i crediti concessi ai clienti, infantile pensare che potessero da sole estendere la capacità di finanziamento all’infinito. Da qui le securitization: io concedo un prestito ad un cliente per comprare una casa / una macchina / una vacanza / un’azienda / un macchinario / un capannone e vendo in qualche modo tale credito agli investitori in modo da potere fornire altro credito senza dilatare troppo il mio bilancio.

E’ altrettanto ovvio che tale processo si sia spinto ben oltre i limiti del sostenibile. Le banche hanno non solo ecceduto nel gioco del credito facile, ma alla fine ci hanno pure creduto così tanto da investirvi cifre enormi nella speranza di aumentare la redditività. Gli errori di risk management sono stati imperdonabili e gli azionisti delle banche sono stati pesantemente puniti, come era giusto che fosse. Ma le banche non sono le uniche colpevoli di quanto è successo.

Ha fatto comodo a tutti che per circa dieci anni ci fosse accesso pressoché illimitato al credito: il consumatore era contento e con esso erano soddisfatti i produttori, i loro azionisti e, non dimentichiamo, le casse degli Stati che, da tutte le parti in causa, ha prelevato (molte) tasse per via diretta e indiretta. Il tutto è successo, non dimentichiamo, sotto l’attenta “sorveglianza” di innumerevoli organi di controllo e con la benedizione delle varie classi dirigenti che si sono succedute.
Poi la è finita la festa e c’era bisogno di un colpevole.

Allora, sono ancora le banche l’unica causa della crisi?

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