Vita lunga e prospera

Il crociato del Pirellone ha patteggiato una pena a tre anni e mezzo. Oltre al fumo c’era l’arrosto, il “sistema mediatico-giudiziario” per una volta non si è macchiato dell’ennesima nefandezza. Prosperini non è Alberto Stasi, contrariamente all’iniziale ipotesi di Roberto Formigoni, ora divenuto afasico. E’ stato giusto dubitare da subito, ora sarebbe opportuna una valutazione politica, che con tutta probabilità non arriverà.

Il dato politico, prima che amministrativo, è che il sistema di auditing della Regione Lombardia sulle procedure di messa a gara si è rivelato fallace e perforabile. Perché sarà anche vero che oggi si ruba per sé e non per il partito, ma il danno per la collettività resta, e gli episodi si moltiplicano. Ma l’oblio sta già stendendo la propria spessa coltre sulla vicenda. Il corpulento Prosperini diventerà invisibile, si punterà tutto sull’ennesima amnesia di un elettorato che viene quotidianamente rincoglionito dalla guerra di religione in atto nella politica italiana. La vita continua, preparatevi per la scelta di campo e per consacrare nuovi crociati a guardia della vostra fede. Alla difesa del portafoglio sarà meglio che pensiate da soli, però.

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