Saras, nuovi tituli. Di debito

Saras, il refiner di proprietà della famiglia Moratti, ha dato mandato a Banca Imi, Bnp Paribas, Credit Agricole Cib e Deutsche Bank di agire come bookrunner per un’emissione obbligazionaria da effettuarsi a breve termine, fatte salve le condizioni dei mercati. Lo annuncia la società in una nota.

Il settore della raffinazione è in sofferenza, (per il nostro paese si parla di fino a 7500 esuberi), con margini molto sacrificati. Saras, che ha chiuso il 2009 con un rosso di bilancio di 54 milioni di euro ed una posizione finanziaria netta negativa per 533 milioni di euro (contro i 333 di fine 2008), quest’anno proporrà all’assemblea di non pagare dividendo.

La decisione di aumento dell’indebitamento va quindi interpretata, anche alla luce del fatto che la società non ha debiti in scadenza quest’anno. L’emissione di debito obbligazionario (la prima per la società) serve forse ad “ottimizzare” la struttura finanziaria e ridurre il costo medio ponderato del capitale, risultando magari propedeutica alla distribuzione, più in là nell’anno, di un dividendo straordinario?

Nel frattempo, l’azione ha recuperato circa il 25 per cento dai minimi, toccati lo scorso 1 marzo, e la notizia dell’emissione di debito può migliorare le prospettive di breve termine degli azionisti, che non hanno quasi mai ricavato particolari soddisfazioni, visto che dalla data del collocamento l’azione non ha fatto altro che cedere, alimentando qualche “sospetto” (per usare un eufemismo) che il pricing di offerta fosse stato lievemente “enfatizzato“.

Di certo, il momento per emettere obbligazioni corporate è tra i migliori, almeno per i debitori: il mercato assorbe tutto agevolmente, gli spread continuano a comprimersi. La famiglia Moratti ci riprova, agli aspiranti creditori di Saras il compito di capire se c’è anche un po’ di arrosto, dietro la coltre di fumo che sale da Galleria De Cristoforis.

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