Il magico mondo di Rosy

Nel caso ve la foste persa, qui potete rivedere la puntata di ieri di Otto e mezzo, in cui Rosy Bindi sostiene che lei nella Margherita “non ha mai toccato palla”, e che non si è accorta mai di nulla perché “non eravamo nelle condizioni di controllare” (solo di farfugliare di massimi sistemi, evidentemente); che il ddl Alfano-Bersani-Casini sul finanziamento dei partiti “non è poco, è molto”, perché “con quella trasparenza saremo in grado di controllare” (sic); che senza la prossima erogazione di “rimborsi” elettorali il suo partito avrebbe seri problemi a gestire la prossima campagna elettorale (ri-sic), che “comunque i rimborsi sono già stati tagliati del 30 per cento”, il che continua a non avvicinarli neppure lontanamente al concetto di “rimborso” (per comprendere il quale suggeriamo alla Bindi un buon dizionario), che le banche hanno fatto la loro parte comprando titoli di stato ma devono pure prestare a imprese e famiglie sennò sono delle cattivone; che sull’evasione fiscale servono “misure strutturali”, qualunque cosa ciò significhi; e che “le cause della crisi sono le speculazioni finanziarie”, signora mia. Difficile che questo supponente ed assertivamente inconsapevole personaggio riesca a replicare una performance così politicamente disastrosa. O no?

P.S. Per Bindi e tutto il caravanserraglio: vi siete innamorati delle società di revisione, pare. Ottimo. Quelle stesse che controllavano Fondiaria-Sai e, prima ancora, Parmalat?

Lettura complementare consigliata: la valutazione di Oscar, di cui sottoscriviamo anche la punteggiatura ed i refusi.

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