La piramide rovesciata

«Alle aggregazioni tra banche non hanno fatto seguito snellimenti incisivi dell’articolazione societaria dei gruppi e una riduzione nel numero dei componenti degli organi amministrativi. I primi 10 gruppi contano complessivamente 1.136 cariche, escludendo le società estere; oltre 700 per le sole banche controllate. Anche tra gli altri intermediari si osservano spesso composizioni pletoriche, che deresponsabilizzano i singoli consiglieri e si riflettono negativamente sulla funzionalità degli organi collegiali. Questi assetti sono di per sé costosi e non giustificati dalle competenze professionali necessarie all’efficace gestione del gruppo o della banca. Il recente divieto di detenere cariche incrociate tra imprese del settore finanziario è un’occasione anche per intervenire sulla numerosità dei consigli di amministrazione»

Ignazio Visco, Considerazioni finali, Assemblea generale dei partecipanti, Banca d’Italia, 31 maggio 2012

Pensate quanti bei tromboni e trombati siedono negli strapuntini delle nostre banche, arricchendole della loro debordante professionalità ed esercitandosi occasionalmente in quello che gli anglosassoni chiamano lecturing. Fossimo maliziosi, potremmo giungere alle stesse conclusioni di Tito Boeri. Ma noi non siamo maliziosi, è quello che ci frega.

Ricordate: lo spread è fatto anche di queste cose. E’ l’oligarchia fallita italiana in tutto il suo splendore, anche dietro i delicati eufemismi del governatore Visco.

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