Prime divinazioni sul post Draghi

I nostri due centesimi di euro a caldo (vista anche la temperatura): dalla conferenza stampa di Mario Draghi si evince che c’è un veto della Bundesbank difficilmente aggirabile, e che una ipotetica soluzione di compromesso dovrebbe vedere la richiesta formale di assistenza da parte di Spagna e Italia, che innescherebbe gli acquisti da parte dell’EFSF. Tali acquisti sarebbero poi integrati da quelli della Bce sul mercato secondario, con particolare enfasi sulla parte a breve termine della curva dei rendimenti. Prepariamoci a guardare lo spread sui due anni, più che quello a dieci.

Basterà? Manco per idea. Al momento, prepariamoci a vedere la capitolazione della Spagna, che dovrà mettere da parte l’orgoglio e chiedere un bel memorandum con Troika inclusa. Quanto all’Italia, visti i fabbisogni di finanziamento e lo stock di debito ancora posseduto da non residenti, sembra aumentare in modo non marginale la probabilità di una manovra di finanza straordinaria per ficcare nel portafoglio degli italiani la quota di debito pubblico non ancora in loro possesso. Possiamo sbagliarci, ovviamente.

E parlando di posizionamento, merita segnalare che anche Frank-Walter Steinmeier il capo dell’opposizione socialdemocratica tedesca, ha ribadito che gli acquisti della Bce non sono “la panacea alla crisi”, e che servirebbero solo a “prendere un po’ di respiro”. Nulla di scioccante o inedito ma merita essere segnalato, visti i crescenti mal di pancia dell’opinione pubblica tedesca.

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