Quando un hedge fund incontra una banca centrale

Come segnala Bloomberg, quest’anno la crisi dell’Eurozona ha inflitto danni rilevanti almeno ad un hedge fund di grande nome, quello gestito da John Paulson, e questo a causa di scommesse sul disfacimento dell’area della moneta unica che sono andate male, grazie sopratutto all’azione della Bce di Mario Draghi. Una storia che ha anche una “morale”, se così si può chiamare.

Paulson, che gestisce un totale di circa 20 miliardi di dollari in fondi hedge, ha comunicato ai propri sottoscrittori, nel corso dell’assemblea annuale, di essere stato costretto a ridurre le posizioni che scommettevano sulla crisi di debito sovrano in Eurozona dopo che la Bce ha affermato, a fine luglio, che l’istituto di emissione di Francoforte avrebbe fatto “quanto necessario” per affermare il principio di irreversibilità dell’euro. Lo scorso febbraio, in una lettera agli investitori, Paulson aveva scritto che l’Eurozona è “strutturalmente difettosa” e quindi destinata ad andare in pezzi. Ad aprile, Paulson aveva comunicato di star comprando protezione attraverso credit default swap sul debito europeo. La cosa ironica è che nel 2011 il fondo Advantage Plus di Paulson aveva perso il 51 per cento a seguito di scommesse sbagliate sulla ripresa economica. Da inizio anno il fondo è in calo del 17 per cento, essenzialmente per una scommessa di segno opposto.

Di certo le scommesse attuate tramite credit default swap sono state particolarmente sanguinose non solo a causa della presa di posizione di Draghi ma anche della entrata in vigore della disposizione europea che vieta di utilizzare i cds “nudi”, cioè senza possedere il titolo sottostante. Questa misura ha causato le progressive ricoperture delle scommesse di default ed il venir meno della liquidità sullo strumento cds, che ad oggi appare destinato al declino, anche se non siamo certi che ciò sia esattamente un bene.

Quale sarebbe la “morale”, quindi? Che non è vero che i tanto vituperati hedge fund segnano il destino del mondo affamando i popoli. E’ vero invece che i medesimi hedge fund a volte si bruciano le penne, e ciò accade soprattutto quando trovano sul loro cammino le entità più potenti che popolano il palcoscenico dell’umana commedia: le banche centrali. Ammesso che quest’ultime non abbiano entrambe le mani legate dietro la schiena, si intende. E visto che quello che sta per terminare è un altro anno non particolarmente brillante per gli hedge fund (per usare un eufemismo), forse i tempi sono maturi per fare smettere i politici di ogni latitudine di dire sciocchezze sulla speculazione cattivona. Ricordando peraltro che quella stessa “speculazione” a volte riesce pure ad amplificare situazioni positive, come ad esempio quando scommette su storie di ripresa economica, offuscando completamente i fondamentali e plasmando la realtà.

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