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“Se la riforma delle pensioni ci ha portati un po’ avanti, questa riforma ci mantiene un po’ indietro rispetto ad altri Paesi europei”. Il Dg di Confindustria Giampaolo Galli, ospite di SkyTg24, lo sottolinea parlando della riforma del lavoro, e in particolare della soluzione varata dal governo sull’articolo 18. E alla Cgil che chiede di ripristinare la reintegra nel posto di lavoro, risponde: “Non va bene”, sarebbe “un sostanziale ritorno allo status quo”, cancellando misure con le quali “non stiamo nemmeno facendo quello che c’è in Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Scandinavi”.
L’intervento sull’articolo 18, aggiunge, eliminando la reintegra  per i licenziamenti per motivi oggettivi ritenuti ingiustificati dal giudice, non fa altro che estendere “quello che già adesso succede nelle imprese sotto i 15 dipendenti”, e viene fatto in un modo “molto più costoso per le imprese e più favorevole ai lavoratori”.
E’ una cosa da “sdrammatizzare”, aggiunge, perché “sembra che sia stato violato un tabù” – (Ansa, 23 marzo 2012)

“E’ del tutto legittimo avere opinioni diverse, ma è sbagliato creare esasperazioni e allarme”. Lo ha detto il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli. parlando della riforma del mercato del lavoro durante il congresso dell’Ugl. ”Certi allarmi sociali sono assolutamente ingiustificati”, ha aggiunto Galli – (Ansa, 30 marzo 2012)

“Le parole del ministro Fornero e del presidente Monti indicano che nel Ddl lavoro è prevista la possibilità di reintegro per i licenziamenti economici dovuti a motivi giudicati insussistenti. E’ una soluzione positiva, innovativa e coerente con i principi di civiltà del lavoro distintiva dell’Europa”. Lo afferma Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Partito Democratico – (Ansa, 4 aprile 2012)

“Ho accettato con convinzione la proposta di candidatura di Bersani perché il Pd ha dimostrato serietà, pragmatismo e una grande attenzione per i problemi reali dell’economia e per le prospettive dell’industria manifatturiera che per me è, e deve rimanere in futuro, il pilastro dell’economia italiana e delle nostre esportazioni”. Lo dice l’ex dg di Confindustria, Giampaolo Galli, parlando della sua candidatura col Pd alle prossime elezioni. “Aggiungo – dice ancora – che ho molto apprezzato il sostegno leale che il Pd ha dato al governo Monti in un momento di assoluta emergenza nazionale, confermando ancora una volta che questo è un partito solidamente ancorato all’Europa e che sa mettere i problemi del Paese davanti agli interessi di parte” – (Ansa, 7 gennaio 2013)

Il Pd è avviato a vincere a mani basse le elezioni, con la sua strategia “fusionista” e Big Tent, come direbbero gli amerikani. A noi resta una sola, futile domanda: quante figurine di Giampaolo Galli ci vogliono, per averne una di Pietro Ichino?

P.S. Giampaolo Galli era anche tra i primi firmatari di Fermare il declino. Questo paese ha una indubbia expertise nella produzione di inchiostro simpatico.

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