Macromonitor – 19/5/2013

Ancora nuovi massimi di ciclo per l’azionario globale questa settimana, con gli Stati Uniti al massimo storico di tutti i tempi. Rendimenti dei titoli di stato in rialzo e materie prime più deboli con i dati manifatturieri.

Prosegue il movimento di apprezzamento delle azioni in un contesto di notizie non eclatanti sulla progressione degli utili e dell’economia. Allo stato attuale, non esiste alcun rafforzamento delle prospettive di crescita globale. Il recupero della crescita nel corso di quest’anno resta un rimbalzo rispetto alla debolezza del quarto trimestre 2012. La manifattura peraltro ha continuato ad indebolirsi, portando con sé ciclici e metalli industriali. Esistono tuttavia aree di crescita relativa, quali Stati Uniti e Giappone, ed aree di debolezza relativa, quali Eurozona ed emergenti, Cina inclusa. Persistono condizioni di bassa volatilità macroeconomica, indotta dal ridimensionamento di rischi catastrofici. I premi al rischio restano quindi storicamente elevati ma diseguali, con i valori più interessanti sull’azionario statunitense. Le materie prime restano poco attraenti.

Sul mercato dei titoli di stato, rendimenti in rialzo ad inizio settimana prima di calare giovedì su deludenti dati statunitensi e recuperare venerdì assieme alle quotazioni azionarie. Prosegue il dibattito in seno alla Federal Reserve sulla possibilità di allentare gli acquisti già prima della fine di quest’anno, ed i Treasury reagiscono di conseguenza, con rialzi dei rendimenti. I titoli di stato giapponesi mostrano una volatilità realizzata superiore a quella degli altri mercati sviluppati, quale effetto delle spinte divergenti tra gli acquisti della banca centrale, che sta facendo la parte del leone nelle emissioni nette, ed il rialzo del mercato azionario che implica la possibilità di maggiore crescita ed inflazione. Negli Stati Uniti, l’inflazione sorprende al ribasso, dopo un’ampia caduta stagionale in Eurozona. I breakeven inflation rates (cioè il tasso d’inflazione implicita nei titoli di stato indicizzati al livello dei prezzi) sono quindi ai minimi da quasi un anno in entrambe le regioni.

Sui mercati azionari, le maggiori case d’investimento stanno alzando i livelli previsti per fine anno su Stati Uniti e Giappone. In quest’ultimo caso, il rally appare finora supportato più da revisioni al rialzo degli utili che da espansione dei multipli.

Sui mercati delle obbligazioni a spread, settimana di allargamento con evidenze aneddotiche di deflussi dai fondi specializzati, che tuttavia non rappresentano ancora un segnale di allarme

Sul mercato delle materie prime, metalli preziosi in calo settimanale di quasi il 5 per cento, metalli base in calo dell’1 per cento ed energia pressoché invariata. Il rame prosegue nel proprio andamento cedente, a seguito soprattutto delle revisioni al ribasso delle stime di crescita della Cina, dove i livelli di scorte restano elevati. Questo quadro congiunturale appare quindi non favorevole ai metalli industriali, mentre l’energia appare meglio supportata da vincoli all’offerta e dal desiderio dell’Opec di mantenere i prezzi sopra la soglia dei 100 dollari al barile.

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