India, il sonno della ragione genera risparmio energetico

Questa notizia serve per tutti noi, italici disfattisti, che ci lamentiamo dell’analfabetismo economico della nostra classe politica. L’India, che importa l’80% del proprio fabbisogno energetico (oltre 140 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2012-2013) ed ha un disperato bisogno di riequilibrare il proprio deficit delle partite correnti, medita di tagliare i consumi di carburanti del 3%, per risparmiare circa 2,5 miliardi di dollari, incurante del fatto che sarà la crisi a produrre quel taglio, ed anche oltre. Ebbene, pare che “qualcuno”, per conseguire tale obiettivo di “efficientamento” dei consumi, abbia lanciato la proposta di chiudere le pompe di carburante dalle 20 alle 8 del mattino successivo. Il maggiore indiziato di questo suggerimento è il ministro del Petrolio (interessante che un paese che importa petrolio abbia pure un ministero legato al prezioso fossile, manco fosse un produttore), che tuttavia ha recisamente smentito, sostenendo che in realtà si tratterebbe di “suggerimenti” ricevuti dal pubblico, a mo’ di buca delle lettere. Che dire?, non siamo soli al mondo, quanto a idiozie di politica economica.

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