Macromonitor – 15/12/2013

Azioni ed obbligazioni in contemporaneo ribasso nelle due ultime settimane, spezzando l’abituale correlazione inversa tra le due classi di attivi. Simili movimenti contemporanei di solito indicano shock avversi, come crisi fiscali ed inflazionistiche. Il movimento attuale pare agevolmente riconducibile all’avvio del processo di normalizzazione delle condizioni monetarie e di liquidità. Ma non è destinato a protrarsi.

E’ invece più probabile che nel corso del prossimo anno si assista ad una ripresa della abituale correlazione negativa tra prezzi delle azioni e quelli delle obbligazioni, per effetto di un apprezzamento del mercato azionario per motivazioni fondamentali legate alla crescita e ad altre legate al valore dell’investimento azionario, cioè all’entità del premio al rischio, malgrado l’avvio della normalizzazione delle condizioni monetarie statunitensi.

Sul piano fondamentale, l’accordo sul bilancio federale siglato in settimana tra Repubblicani e Democratici appare sufficiente per attenuare la stretta fiscale negli Stati Uniti, o più propriamente per produrre stimoli fiscali espansivi stimati da alcuni analisti nell’ordine dello 0,2% di Pil, attraverso l’attenuazione dei tagli della sequestration compensati da tagli di spesa molto più diluiti nel tempo. Tale stimolo fiscale indiretto dovrebbe essere sufficiente per compensare l’impatto negativo sul Pil del quarto trimestre (ed oltre) dell’accumulo di scorte avvenuto nel terzo.

Questa revisione al rialzo delle attese di crescita tende a spingere al ribasso i mercati rischiosi nel breve periodo, perché il mercato si attende l’imminente avvio del tapering e soprattutto di capire come la Fed gestirà la fase ad esso successiva. L’incertezza prodotta da questa situazione tende a deprimere le quotazioni di attivi rischiosi come l’azionario ed è attesa persistere per qualche tempo, visto che il tapering potrebbe essere annunciato nella seduta del FOMC della prossima settimana oppure in quella di fine gennaio, lasciando nel frattempo il mercato sospeso.

La revisione al rialzo della crescita statunitense viene tuttavia compensata da revisioni al ribasso su Eurozona e Giappone, la prima relativa alle previsioni della prima metà 2014, la seconda ai risultati conseguiti nell’anno corrente, anche se tra gli elementi positivi restano il ruolo trainante degli Stati Uniti nell’economia mondiale e dati anticipatori della congiuntura quali gli indici dei direttori acquisti ancora molto tonici. Il compito e la scommessa della Fed resta quello di avviare la rimozione dello stimolo monetario in parallelo all’irrobustirsi della congiuntura, ed evitare quindi di ripetere l'”errore” della scorsa primavera ed estate, che ha causato un rialzo dei rendimenti (nominali e, soprattutto, reali) del tutto incoerente con il quadro congiunturale effettivo. Questa missione della banca centrale statunitense non metterà i mercati al riparo da fasi di volatilità anche accentuata.

Sul mercato dei titoli di stato, rendimenti statunitensi in rialzo in settimana su attese di imminente avvio del tapering ed approvazione dell’accordo di bilancio alla Camera dei Rappresentanti, che produrrà uno stimolo di breve termine su prospettive economiche già in miglioramento. Il mercato continua a scontare un irripidimento della curva dei rendimenti su un quadro di rendimenti a breve ancorati ed aumento di quelli a lungo termine. L’attuale consenso di mercato è per posizioni corte di duration, circostanza che dovrebbe quindi ridurre la probabilità di cali rovinosi delle quotazioni del reddito fisso. Dinamiche relativamente simili valgono anche per il Regno Unito, dove la revisione al rialzo delle attese di crescita si affianca all’utilizzo della forward guidance da parte della Bank of England, favorendo anche in questo caso movimenti di irripidimento della curva dei rendimenti. In Eurozona gli indicatori mostrano un recente indebolimento, mentre le pressioni disinflazionistiche restano presenti. Nel complesso, questa situazione dovrebbe mantenere la Bce in un mood espansivo, eventualmente anche attraverso ulteriori misure.

Sui mercati azionari, settimana di lievi ulteriori ribassi, in attesa del FOMC della Fed della prossima settimana. Le prospettive per il 2014 restano inalterate, cioè positive, anche a fronte dell’avvio del tapering, per motivi come detto sopra legati a flussi di portafoglio e premio al rischio relativo dell’investimento azionario.

Sul mercato delle obbligazioni a spread, negli Stati Uniti i positivi dati economici, il rallentamento nell’offerta di nuovo debito ed il progresso a Washington sul bilancio federale appaiono tutti elementi a supporto di un restringimento degli spread.
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Macromonitor torna nel 2014, buone feste ai lettori.

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