Eretici e convertiti di successo

Su lavoce.info, un prezioso vademecum a più voci con tanto di mini-campagna virale Twitter incorporata, su quello che il rinato-ripartito (certo, certo, come no) governo Letta dovrebbe fare per tentare di veder l’uscita dal tunnel. Introduzione e recap programmatico di Francesco Giavazzi.

Siamo pertanto lieti di annunciarvi che Giavazzi ha ufficialmente abbandonato la propria pluriennale posizione di tagli di spesa che finanziano contestuali tagli di tasse (it’s the transition, stupid!), per abbracciare una strategia di deficit spending (fatta con minori entrate nell’immediato), da perseguire in un arco temporale sufficientemente esteso. Non solo: deficit da minori entrate subito e riforme poi, sotto il vincolo esterno del controllo della Ue. Una piccola Germania 2003, diciamo.

Ora attendiamo fiduciosi che Giavazzi venga crocifisso in nome di equivalenza ricardiana e time inconsistency. Noi invece lo assolviamo, perché solo gli sciocchi (nella immortale sottospecie dei dogmatici con venature di fondamentalismo) non cambiano mai idea. Quindi benvenuto a bordo, professore.

«Che fare? La strategia è chiara: meno tasse, rifinanziare ed estendere il supporto ai disoccupati e riforma dei contratti di lavoro. È una strategia che necessariamente ci porta fuori dal 3 per cento e quindi richiede di essere negoziata con Bruxelles. Per questo la riforma del mercato del lavoro è il primo punto. Senza un’approvazione definitiva di una riforma convincente, a Bruxelles non si riuscirebbe neppure ad avviare la trattativa, a meno di non accettare di essere sottoposti alla Troika»

Ovviamente, “a Bruxelles” non accetterebbero solo la riforma del mercato del lavoro con il contratto unico con uscita esclusivamente monetizzata, ma l’importante è prendere consapevolezza.

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