Il gabelliere bocciato

Francesco Boccia, presidente Pd della commissione Bilancio di Montecitorio, chiede che il piano di privatizzazioni che il governo si accinge a varare sia accompagnato dalla modifica della tassa sulle transazioni finanziarie.

«Se vogliamo attrarre capitali dall’estero ed investitori per le nostre aziende, non possiamo imporre a chi compra un’azione italiana una tassa di 0,10% (Tobin Tax) oltre alle commissioni medie di trading (0,05%) ovvero oltre lo 0,15% soprattutto perché comprare un’azione in Germania, Spagna, Grecia, Olanda costa all’incirca lo 0,05%, tre volte meno che nel nostro paese. È una differenza insostenibile», scrive Boccia in una nota (Reuters, 24 gennaio 2014)

Ah, però.

Questo deve essere il gemello buono di quel Francesco Boccia che da sempre sventolava la bandiera della Tobin Tax, senza se e senza ma. La tassa, nelle stime del governo Monti che stolidamente la introdusse, doveva produrre un gettito di un miliardo di euro nel 2013. Allo scorso 16 ottobre, data del primo versamento, l’incasso era di soli 159 milioni. Troppo facile prevedere l’esito di una simile assurdità, no? Ma Boccia già dallo scorso giugno aveva capito tutto ed apprestato contromisure:

«Confermo, la tassa sulle transazioni finanziarie sta andando male. La ragione è evidente. Troppe operazioni sono rimaste fuori dall’area di imposizione del tributo che in pratica così com’è si applica solo alle azioni e ai derivati su azioni. Sono rimasti fuori i titoli di Stato, ma soprattutto le operazioni di speculazioni e i day trader»

La posizione di Boccia era molto precisa: “Applicare un’aliquota molto più bassa (0,01%) ma su tutto”. Il che voleva dire anche sui titoli di stato (che il governo italiano, in sede di negoziati europei, ha decisamente escluso) e sul trading intraday. Ma Boccia in questa vicenda si è creato una tradizione non esattamente di coerenza.

Sempre lo scorso giugno, infatti, Boccia dichiarava:

«Il gettito modesto crea problemi di tenuta per le casse dello Stato, soprattutto in un periodo in cui il Governo Letta è impegnato a trovare risorse per finanziare l’alleggerimento della pressione fiscale sui cittadini»

Giustissimo, perbacco. Ma anche no.

«Tuttavia, se in Europa si dovesse arrivare a una sintesi adeguata su alcuni temi finora divisivi, si potrebbe anche prendere in considerazione l’idea di una sospensione della Tobin tax fino al 2015 in attesa che l’Ue si dia regole comuni»

Emergenza gettito ma sì alla sospensione, onorevole Boccia? Ovviamente le regole comuni non arriveranno mai, visto che la Germania è contraria a tassare i derivati, la Francia a tassare le operazioni intraday e l’Italia a colpire i titoli di stato. Ma il nostro eroe non demorde, ed a novembre lancia alle agenzie il suo grido di battaglia, e raddoppia con la sua ultima creatura impositiva:

«Gli emendamenti su Web e Tobin Tax, ritirati solo per questioni di tempo in commissione al Senato, saranno ripresentati alla Camera. Si tratta di interventi che danno gettito e affrontano imprescindibili temi di equità e regolazione dei mercati. Parlamento e governo dovranno andare avanti speditamente e senza esitazioni. Non è certo il tempo di tentennamenti e rinvii». Lo dichiara in una nota il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Asca, 25 novembre 2013)

Come è finita per l’imbarazzante ed illegittima (sul piano comunitario) Web Tax, lo sappiamo. L’imbarazzato governo Letta l’ha tenuta nella legge di Stabilità ma “in sonno”, se ne riparlerà tra sei mesi (ma anche no). Soddisfatto Boccia, che da quel dì sta ancora cercando “la pistola carica da mettere sul tavolo della Ue”, ed è stato nel frattempo rassicurato che avrà le migliori cure. Anche sulla Tobin Tax nulla di fatto, il gettito resta pressoché irrilevante, le distorsioni no. E giungiamo alla svolta boccesca di ieri, che prende atto che in giro per il mondo pare esista concorrenza fiscale, e manda alle ortiche tutte le sue ambizioni equitative in nome delle epocali ed innovative “privatizzazioni” che il governo Letta si accinge a compiere commettere.

Ora resta solo da cancellare la Tobin Tax e tenere Boccia occupato con altro.

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