La ripresa vibrante ed i peones di Pavlov

Anche oggi, spazio al teatrino della dichiarazia italiana, quella sempre a medaglie nella disciplina olimpionica del lancio dell’Ansa, anche se si tratta di classe politica nuova e ‘ggiovane. Oggi tocca al dato di produzione industriale italiana di aprile, che ha inopinatamente battuto il consenso, crescendo nel mese dello 0,7% a fronte di stime per un più 0,4%. Un miracolo, signora mia.

La più lesta a lanciare l’Ansa è tale Alessia Rotta, che si direbbe specialista in comunicazione ma soprattutto in correlazioni causali e peana all’indirizzo di Colui che sta portando il paese fuori dalle secche. Ecco a voi, in tutta la sua epica potenza, il commento della deputata Rotta al dato di oggi:

“Le riforme del governo Renzi cominciano a produrre i primi risultati concreti, come testimoniano i dati di oggi sulla crescita della produzione industriale insieme a quelli sulla ripresa della spesa delle famiglie. Si tratta di segnali positivi e molto incoraggianti che indicano l’inizio di una inversione di tendenza. E se ai dati dell’Istat aggiungiamo quanto rivela oggi l’Ocse, ovvero che l’Italia è l’unico Paese del G7 a registrare un cambiamento positivo nel ritmo di crescita, con un indice che sale da 101,4 a 101,6 punti, abbiamo di fronte a noi un quadro promettente. Le riforme avviate dal governo si traducono in una spinta positiva da parte delle imprese che finalmente vedono delinearsi una cornice migliore in cui operare.

Quindi, par di capire, le “riforme” di Renzi (ma quali, esattamente?) sono così potenti e pervasive da indurre le aziende italiane a spingere la produzione, certe che ci sarà assorbimento “cieco, pronto ed assoluto” (cit.) da parte del mercato, giusto? Certo, vivremmo nel migliore dei mondi possibili se l’onorevole Rotta evitasse, in prima battuta, di prendere un dato e proiettarlo direttamente nel cosmo, ma come second best suggeriremmo all’onorevole Rotta di chiedere a qualcuno che riesce a masticare qualcosa di economia di farsi spiegare la disaggregazione del Pil italiano del primo trimestre. Da tale lettura, l’onorevole Rotta riuscirebbe ad inferire che nel suddetto trimestre il nostro paese ha avuto un decumulo di scorte, e pertanto aprile è il primo mese utile per avviare la ricostituzione delle medesime, e quindi beneficiare il dato di produzione industriale di tale mese.

E quanto al leggendario superindice Ocse, su cui da qualche anno si accapigliano legioni di insipienti ultrà di partito e fazione, è da tempo appurato che si tratta dell’ennesima ombra sulla caverna (come dovrebbero ben ricordare i berluscones di un’era geologica addietro) anche senza fare la ola per un valore numerico del medesimo in crescita di due decimi di punto, cioè del nulla.

Che accadrà il mese prossimo in caso avesse ragione il Centro Studi Confindustria, che prevede per il mese di maggio una variazione nulla della produzione industriale? In quella data l’onorevole Rotta eviterà accuratamente di lanciare l’Ansa, immaginiamo. Anche allo scopo di continuare la sua preziosa raccolta di punti-fedeltà.

P.S. Il riferimento alla “ripresa della spesa delle famiglie” pensiamo sia quello alla spesa delle famiglie residenti, cresciuta nel primo trimestre di ben lo 0,1% sul trimestre precedente. Certo, parliamo del primo trimestre, quello chiuso con una flessione del Pil dello 0,1% che non può ragionevolmente essere imputata alle virtù taumaturgiche di Renzi, entrato in carica nella seconda metà di febbraio, ma con un po’ di fantasia è possibile estrapolare à la carte singole componenti di crescita e sfogliare la margherita della propaganda. Consumi delle famiglie miei, investimenti tuoi, export netto suo, e così spero di voi.

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