I cugini della derivata seconda

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Scolpita dal ministro del Lavoro francese, François Rebsamen, dopo l’ennesimo aumento degli iscritti alle liste di disoccupazione (dello 0,4% mensile, come quello di febbraio, mentre gennaio aveva segnato un calo):

«Nei primi tre mesi dell’anno, l’aumento del numero dei disoccupati si è avvicinato a 3.000 al mese in media. Questo è quattro volte più lento che nel 2014 ed il passo più lento dall’inizio del 2011. Le misure adottate dal governo stanno iniziando a produrre frutti»

Ci vuole pazienza, sono politici.

A breve, il ministro Rebsamen ed altri suoi colleghi effettueranno uno stage di comunicazione a Palazzo Chigi e dintorni. Perché è del tutto inconcepibile ed inaccettabile che il ministro non abbia sviluppato lo storytelling secondo cui la disoccupazione aumenta perché frotte di francesi inattivi corrono ad iscriversi al collocamento, abbacinati dalle corrusche prospettive prodotte dalle riforme del governo Hollande-Valls, e si sia invece goffamente impiccato al concetto di derivata seconda (cioè di variazione meno negativa), che tipicamente si utilizza per le variazioni di occupazione, e non per quelle di disoccupazione. Un minimo di ésprit florentin, parbleu!

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