Il settimanale – 5/9/2015

  • Forte volatilità sui mercati, timori per un hard landing cinese, crisi dei paesi emergenti: ce ne sarebbe di che essere preoccupati ma da noi c’è chi sceglie di tirar fuori sciarpa, trombetta e fischietto per dati che, oggi più che mai, rischiano di essere superati dagli eventi. Nel frattempo, il calo dei nostri inattivi non appare della migliore qualità possibile ma quel che importa è proiettare l’ultimo dato positivo nella stratosfera;
  • Cosa ha guidato la cosiddetta crescita italiana nei primi due trimestri dell’anno: elementi piuttosto differenti. La costante è che il commercio estero ha sottratto crescita e che c’è stato un ampio accumulo di scorte;
  • Italia e Spagna a confronto sulla crescita del Pil nominale: per ora noi abbiamo ancora molto da fare;
  • Il nazionalismo di cartone e le “strategie” comunicative di un leader che evidentemente ci meritiamo;
  • La Finlandia, in crisi “strutturale”, non grida al complotto ma punta sulla svalutazione interna. Come finirà?