Il settimanale – 14/11/2015

  • Due conticini sulla costosa decontribuzione di posti di lavoro che si sarebbero comunque creati, in presenza di lieve ripresa economica;
  • Anche il dato di settembre della produzione industriale italiana conferma che la nostra manifattura resta auto-dipendente;
  • Pil del terzo trimestre in crescita asfittica, e con domanda di lavoro da parte delle imprese senza guizzi che suggeriscano una vera spinta espansiva;
  • Per questi (ed altri) motivi, ecco perché la ripresa italiana è più fragile di quanto magnificato dal nostro governo, con una comunicazione ossessiva e a tratti grottesca, a cui corre in aiuto anche l’Associazione bancaria italiana, con i suoi poderosi dati lordi (peraltro neppure quantificati), e di cui non c’è traccia nelle uniche statistiche che contano;
  • Quel che è certo è che alcune narrative sarebbero prese a pernacchie, se solo questo non fosse un paese nemico giurato dei numeri, prima che del fact checking;
  • Ma in aiuto della “narrativa” accorre anche chi ha deciso di sputtanarsi picconare la propria credibilità ed autorevolezza;
  • Poiché nulla si inventa, c’è qualcosa di nuovo, oggi nell’aria. Anzi, d’antico;
  • E in Portogallo venne il momento di un governo delle sinistre, in attesa che la realtà colpisca implacabile;
  • Tassonomi di tutta la Rete, unitevi e dite idiozie;

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