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- Due conticini sulla costosa decontribuzione di posti di lavoro che si sarebbero comunque creati, in presenza di lieve ripresa economica;
- Anche il dato di settembre della produzione industriale italiana conferma che la nostra manifattura resta auto-dipendente;
- Pil del terzo trimestre in crescita asfittica, e con domanda di lavoro da parte delle imprese senza guizzi che suggeriscano una vera spinta espansiva;
- Per questi (ed altri) motivi, ecco perché la ripresa italiana è più fragile di quanto magnificato dal nostro governo, con una comunicazione ossessiva e a tratti grottesca, a cui corre in aiuto anche l’Associazione bancaria italiana, con i suoi poderosi dati lordi (peraltro neppure quantificati), e di cui non c’è traccia nelle uniche statistiche che contano;
- Quel che è certo è che alcune narrative sarebbero prese a pernacchie, se solo questo non fosse un paese nemico giurato dei numeri, prima che del fact checking;
- Ma in aiuto della “narrativa” accorre anche chi ha deciso di
sputtanarsipicconare la propria credibilità ed autorevolezza; - Poiché nulla si inventa, c’è qualcosa di nuovo, oggi nell’aria. Anzi, d’antico;
- E in Portogallo venne il momento di un governo delle sinistre, in attesa che la realtà colpisca implacabile;
- Tassonomi di tutta la Rete, unitevi e dite idiozie;
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Paziente Zero
Come la sindrome italiana ha contagiato l’Europa (e l’Occidente)



