Dalla Cananea giunsero i mercanti

Ieri il M5S, con un post del suo candidato premier per unzione popolare, Luigi di Maio, ha pubblicato la prima versione del “contratto” col quale tentare di produrre una convergenza tra forze politiche, e giungere ad un governo. Il contratto è frutto delle elaborazioni di un gruppo di accademici coordinati da un ordinario di diritto amministrativo di Roma Tor Vergata, che già nel cognome indica qualcosa di terribilmente solenne, finanche biblico, che evoca un territorio da cui provenivano soprattutto mercanti. Solo un caso? Io non credo.

Dopo un pensoso preambolo su convergenze, divergenze, equilbrature e bilanciamenti, il documento offre una tabella per identificare a colpo d’occhio le aree di intesa tra M5S, Pd e Lega. Personalmente, sono molto colpito dall’ampiezza dei temi comuni e comunandi. Prima di aprire il vostro cuore alla gioia, è tuttavia opportuno che sappiate che la sovrapponibilità programmatica si realizza su punti su cui difficilmente sarebbe possibile avere contrasto.

Ad esempio, le tre forze sono d’accordo sulla necessità di un “piano per gli asili nido”, cosa su cui concorda chiunque abbia deciso di fare politica, anche solo a livello condominiale. O ancora, sul “sostegno monetario al costo dei figli” (e ci mancherebbe), o anche “contro le discriminazioni tra uomo e donna”, sulla “conciliazione tra tempi di vita e lavoro”, sui “servizi per la cura delle persone a carico”, sul “finanziamento degli atenei”, con la dirimente constatazione che tale finanziamento deve pure essere “adeguato”, in caso qualcuno ne invocasse l’inadeguatezza come leva strategica.

E ancora, su “politiche attive di sostegno al reddito e riforma dei centri per l’impiego”,  “migliorare la dotazione di infrastrutture”, per rimarcare la forte presa di distanza da chi vorrebbe peggiorarla, “più forze dell’ordine”, ed un interessante punto, relativo all’introduzione di un salario minimo, sia esso “garantito”, “legale” od “orario”, che francamente non è chiaro a che servirebbe, vista l’attuale struttura della contrattazione collettiva italiana. Poi ci sono piste ciclabili, autostrade digitali, semplificazioni amministrative in caso qualcuno volesse introdurre le complicazioni, e molto altro, tra cui probabilmente l’amore filiale, la pace nel mondo e la torta di mele.

Ora, data questa impressionante ampiezza di potenziali convergenze, a me viene una considerazione ed un dubbio. La considerazione è che, se le cose stanno in questi termini, un governo proprio non serve. Il legislativo faccia il legislativo, si vada ad incardinare i relativi ddl ed una schiacciante maggioranza parlamentare li voterà senza por tempo in mezzo. Il dubbio è invece causato da quello che non si vede in superficie. Se sulle spese direi che siamo tutti d’accordo ed il trenino elettrico, proprio come l’intendenza, seguirà, dove il documento del professor Giacinto Della Cananea si esime dal trivellare è sul loro finanziamento. Ah, ecco, il solito diavolo anti-italiano nei particolari.

Visto che questo è un amabile libro dei sogni, o una collezione di lettere a Babbo Natale, è del tutto evidente che questa seccante incombenza della copertura delle spese finirebbe a rovinare la convergente atmosfera. Sempre così, ogni volta: come finanziare le spese pubbliche è il momento più sgradevole, che si frappone tra noi e la felicità. Il professor Della Cananea, in viaggio verso il lago di Tiberiade, avrebbe potuto chiedere alle “tre forze” lumi in materia, e forse lo farà al prossimo giro. Nell’attesa, lui e la sua squadra hanno alcuni “consigli per gli acquisti”, che credo di aver orecchiato la prima volta mentre nuotavo nel liquido amniotico della mia mamma: la lotta a “sprechi e corruzione”, ed anche una “razionalizzazione” della spesa pubblica, da ottenere mediante la “buona amministrazione”, signora mia.

Ma c’è anche questo specifico passaggio, in tema di risorse, in cui, dopo aver constatato che la spesa per investimenti si è contratta, a differenza di quella corrente, si suggerisce una

«Modifica dell’indirizzo politico amministrativo sin qui seguito, cui non sono di ostacolo le norme stabilite dall’Unione europea ma semmai alcune convenzioni che si sono formate nel corso degli anni e che vanno superate»

E che vor dì? Forse inserire la spesa per investimenti nei limiti europei di deficit-Pil? Oppure usare un budget a base zero nell’allocazione delle risorse per funzioni e missioni di bilancio pubblico? Vai a saperlo.

Come che sia, ora che abbiamo stabilito che vi sono ampie aree di convergenza dopo aver appurato che nessuna delle forze da coinvolgere vuole danneggiare le famiglie, promuovere la violenza su donne e minori, far calare i redditi, abbattere le infrastrutture esistenti, introdurre il delinquente di quartiere, promuovere il dumb working, serve creare dei “gruppi di lavoro”, con e senza chitarra, per procedere alla elaborazione dei relativi disegni di legge e della copertura, e poter quindi arrivare al governo di Sua Premierità Luigi Primo, l’uomo che la Provvidenza volle donarci, pur non meritandolo.

Io, invece, vi lascio con alcune considerazioni, inviatemi da un gentile corrispondente, di nazionalità tedesca:

Il contratto di coalizione tedesca, certamente non è stato un opera solo di Merkel, Seehofer e Scholz, ma la conseguenza del lavoro di squadra di tanti esperti: ogni partito portava degli esperti tematici, anche dai Laender e città metropolitane, per queste trattative. Nel primo round di “sondaggi” si cercava di capire se c’era abbastanza terreno comune, nel secondo round di “trattative” si faceva il Contratto. Sempre in gruppi di lavoro, che consegnavano dei risultati completi o interlocutori ai capi. Così, loro avevano scritto questi capitoli.

Nel primo round, delle trattative “Jamaica”, c’erano 12 gruppi di lavoro con 56 negoziatori.

Nel secondo round, per la nuova “grande coalizione”, c’erano 18 gruppi di lavoro, con 35 negoziatori della SPD e 45 di CDU e CSU.

Ed anche, aggiungo io, ipotesi di copertura delle voci di spesa. Noi italiani siamo molto più pratici e più americani che tedeschi: abbiamo deciso di perseguire la felicità, e l’abbiamo messo per iscritto. Per tutto il resto, c’è Babbo Natale. Che però, pensandoci bene, viene dal Nord Europa, quindi alla fine potrebbe rivelarsi alleato dei crucchi e non accettare nuovo deficit, nemmeno in nome della “solidarietà europea”.

Dalla Cananea venivano soprattutto mercanti, si diceva. Da essa originarono anche i leggendari Fenici, maestri del commercio internazionale. Noi, molto più umilmente, e malgrado le eccellenti intenzioni del gruppo di professori, abbiamo prodotto l’ennesimo suk ad usum gonzini.

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