La salvaguardia degli scappati di casa

Mentre il governo italiano cerca disperatamente ed in modo del tutto estemporaneo di tranquillizzare gli investitori ed i risparmiatori, si parla sempre più di misure di “limitazione” del deficit incorporate nella legge di bilancio, in caso si rendesse necessario. Un non senso assoluto, che purtroppo viene spinto anche da chi sta mettendo a rischio una reputazione accademica costruita in decenni, ma che in realtà potrebbe nascondere qualcosa di meno irrazionale.

Nei giorni scorsi il managing director di Fidentiis, Gianluca Codagnone, ha scoperto che, dietro la decisione sul rating italiano adottata da Moody’s, ci sarebbe anche la natura una tantum della misura su “quota 100” nelle pensioni. In altri termini, il governo ha inserito nelle previsioni sulla spesa pensionistica importi talmente contenuti da far pensare ad una misura non ricorrente, e Moody’s, sia pure in forma dubitativa, l’ha avallata. Questa valutazione può avere avuto un peso molto rilevante nella scelta dell’agenzia americana di mantenere stabile l’outlook del rating italiano, anche se io continuo a pensare che si tratta di un espediente da paraguru per rimandare la palla nel campo italiano e non farsi accusare di aver plasmato l’evolvere degli eventi.

Oppure, le cose potrebbero essere andate diversamente. Nel senso che Moody’s potrebbe aver ricevuto quella informativa direttamente dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nelle settimane scorse. Guarda caso, proprio quando il ministro aveva accennato alla possibilità che la cosiddetta “riforma” delle pensioni fosse su base “sperimentale” (sic) relativamente al 2019.

Guardiamo il dettaglio: nel Documento programmatico di bilancio il costo dell’intervento sulle pensioni è mantenuto stabile nel triennio, con una incidenza sul Pil che resta fissa allo 0,36-0,37%, pari a circa 7 miliardi di euro annui. E già questa è una manifesta incongruenza, anche considerando che i nostri eroi stanno già sventolando sotto il naso dei sindacati il miraggio della sterilizzazione delle aspettative di vita, che sarebbe misura non lieve, sul piano finanziario. Tutto con i 6,7 miliardi messi a bilancio? Certo, certo.

Quindi, che possiamo inferire? Leggendo la stampa di oggi si ha notizia dell’ipotesi di una sorta di “salvaguardia” sulle finestre pensionistiche il prossimo anno, anche dietro presunta pressione del Quirinale. Sul Messaggero ad esempio si può leggere che il MEF intenderebbe portare da quattro a due le finestre di uscita pensionistica nel 2019, in caso fosse necessario ridurre il tiraggio. Ma, cari lettori, lasciatemelo dire: queste sono purissime stronzate, di fronte ad un intervento pensionistico che, se reso permanente, farebbe esplodere il debito pubblico al trascorrere del tempo.

E comunque, resta il punto: i soldi per rendere strutturale questo intervento, semplicemente non ci sono. A meno di portare il deficit a livelli assurdi o iniziare a pagare le pensioni con foglietti colorati. Sappiamo che i nostri scappati di casa cercheranno di fare l’impossibile per comprarsi le elezioni europee di maggio, dovessero arrivarci col paese distrutto; quindi l’ideuzza di una uscita solo per il 2019 potrebbe essere collegiale ed un “segreto” che stanno cercando di mantenere; oppure potremmo arrivare a concludere che Tria sia davvero il proprietario della “manina” che ha previsto uscite solo “sperimentali”, almeno per il 2019. Visto che ieri il ministro ha dichiarato che la Commissione avrebbe capito assai poco della manovra, attendiamo fiduciosi la sua lettera di replica, e chissà che alla fine non sia costretto a svelare il suo piano segreto.

Tecnicamente, comunque, un ridimensionamento dell’esborso potrebbe avere successo col reddito di cittadinanza, dopo averlo preliminarmente ridimensionato a “nuovo reddito di inclusione”. Per le pensioni, invece, il potenziale di nocività è ben più elevato.

La situazione è sempre più grave ma sempre meno seria. Avere un governo che sembra un gruppo di adolescenti problematici trattato dagli assistenti sociali per essere reintegrato nella società sarebbe anche divertente, se non fosse che gli adolescenti non si limitano a minacciare autolesionismo ma hanno preso in ostaggio un intero paese. Il tutto, pensate un po’, solo per riuscire ad arrivare alle elezioni europee e scoprire che a) non c’è stata alcuna vittoria sovranista-nazionalista; b) c’è stata vittoria sovranista-nazionalista ma col dichiarato scopo di isolare e neutralizzare gli italiani ed impedire loro di nuocere. Nice shot, guys.

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