Io sono Giorgia: niente scostamenti, solo voragini

Intervistata oggi sul Sole, la leader di Fratelli d’Italia reitera la sua visione: per ora niente scostamenti di bilancio, prima bisogna “disaccoppiare” il prezzo dell’elettricità prodotta col gas da quello delle altre fonti. Ottimo, direi: basta attendere il dettaglio delle misure che la Commissione europea sta elaborando, e applicarle senza farsi troppi problemi.

Dove invece Giorgia Meloni ha le idee chiare ma non in termini di costi, è sulle pensioni:

In estrema sintesi: maggiore flessibilità in uscita per donne e uomini, pensione sociale ai sessantenni privi di reddito, stop all’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita, eliminazione minimo contributivo per artigiani e commercianti. Soprattutto, eliminazione delle ingiustizie per chi andrà in pensione con il sistema contributivo, a partire dai mancato adeguamento al minimo e all’eliminazione della norma che permette di ricevere la pensione solo se l’assegno previsto supera di 1,5 volte la pensione sociale.

Che tradotto, vuol dire: andate in pensione quando preferite. Se l’importo dell’assegno dovesse essere troppo basso, ci pensa la signora Fiscalità Generale a darvi una mano. Basta minimi contributivi o reddituali per poter andare in pensione: il non detto, che in realtà è urlato, è che lo stato interverrà a integrare quei minimi.

Il contributivo delle “ingiustizie”

Perché il contributivo, secondo colei che entra papessa al conclave elettorale, genera “ingiustizie”. Il problema del contributivo, in realtà, è che se vivi in un paese che non cresce, finisci a morire di fame. Certo, si potrebbe anche sostenere che, in un modo o nell’altro, l’intervento pubblico arriva, sia pure a brandelli, a impedire che la gente muoia d’inedia per strada. Ma del tutto differente è teorizzare che sia possibile abbassare drasticamente l’uscita dal lavoro perché tanto ci pensa lo stato, cioè i contribuenti presenti e, soprattutto, futuri.

Quindi, da un lato Meloni fa resistenza contro il mitologico scostamento, pur senza perdere occasione per dire che “è colpa del governo de sinistra tedesco amico di Letta” e di quegli affamatori di popoli che sono gli olandesi. Ma poi, giunti al dunque, mette sul piatto la voragine che si produrrebbe nei conti pubblici con tutte queste integrazioni al minimo degli assegni pensionistici. Anche qui, nulla di inedito: l’ho chiamata “invasione delle micro-pensioni“, sarebbe il tripudio dell’assistenza sulla previdenza, in nome della sussistenza. Già oggi è molto spesso così, con buona pace di molti sindacalisti confusi. Manca solo di rendere il “sistema” organico. E smaltirlo di conseguenza.

I nostri eroi non si smentiscono mai. Sempre al confine tra Medio Oriente e Sud America. Persino quando si atteggiano a conservatori fiscali non trovano coperture che non siano fantasiose né riescono a evitare di proporre esplosioni di debito pubblico. Che noia, che barba.

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