I sovietici ottennero grandi risultati manipolando le menti dei loro concittadini, sottoponendo gli anziani a una “riprogrammazione” sia diretta sia indiretta e costringendo la gioventù ad assorbire il verbo ufficiale del governo sovietico. La voluminosa enciclopedia di Stato che mio padre aveva in casa era un costante monito di quanto malleabile fosse la storia sovietica. A distanza di pochi anni, dopo un processo o l’eliminazione di qualche alto papavero, la nostra famiglia riceveva le pagine ufficiali revisionate, e le autorità ci avvertivano di collocarle al posto giusto, bruciando quelle che andavano sostituite.

Natan Sharansky, In difesa della democrazia, ed.it., 2005

Quelli che seguono sono alcuni punti qualificanti del pensiero di Romano Prodi, il “bambino della politica”, raccolti dall’Espresso nel corso di un’intervista al Professore, ai tempi presidente dell’Iri, nel lontano marzo 1987:

Professore, in questi anni lei ha dovuto affrontare alcuni casi spinosi […] Lei è stato censurato dalla Corte dei conti per aver tentato di vendere la Sme a trattativa privata. Oggi rifarebbe quello che ha fatto?

“Non c’erano alternative, perché nessuno voleva la Sme prima che si sapesse dell’accordo con Carlo De Benedetti: solo dopo si sono concretamente candidati gli altri. E poi le nostre, dal punto di vista del diritto, sono imprese di diritto privato ed è quindi nostra facoltà scegliere le vie che reputiamo migliori per vendere un’azienda.”