L’estate sta finendo

Il premier si rassegna e chiude, per ora, il libro delle elezioni anticipate, che lo avrebbero visto stritolato dalla Lega al Nord e dalle camarille meridionali. Non è successo nulla, cari amici e seguaci della Libertà, è solo l’estate, scrive in bella prosa il suo spin doctor:

«L’estate è stagione ingannevole, con il suo caldo e con le sue lunghe giornate dedicate per convenzione alle vacanze e al riposo forzato. Le aule parlamentari sono vuote, i colloqui telefonici si infittiscono tra una spiaggia e una montagna, le chiacchiere prevalgono sui fatti: tutto questo spiega come questa estate, l’estate del 2010 passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica del teatrino e appunto delle chiacchiere»

Ma ascoltiamo il racconto dalla viva voce del premier.

Cari amici e seguaci, veri e presunti, crociati e opportunisti, abbiamo cercato di imbarcare Casini ma l’Umberto non vuole. E comunque pensate che con Pierferdy avevo provato di tutto: asili nido, quozienti familiari. Quell’ingrato mi ha risposto che non se le beve più, come se io fossi un cacciaballe da bar. Ma non c’è problema, le difficoltà mi esaltano. Sono da giorni al telefono, per cercare di riportare nella Luce dell’Amore qualcuno degli improbabili transfughi della folle estate finiana. Li recupererò, fidatevi, perché tutti hanno un cartellino del prezzo da qualche parte, è solo questione di frugargli addosso per capire dove lo hanno infrattato, assieme a qualche tinello. E tornerò, cari amici e seguaci, più bello e più forte che pria. Tornerò spiegarvi quali e quante grandi cose abbiamo fatto per questo paese. Voglio rammentarvene alcune, perché questo è un paese di ingrati e di invidiosi, che col loro baccano sovrastano la mia e la vostra operosità:

«Abbiamo già detto quel che il Governo ha realizzato, e ha realizzato molto e molto bene, in questi due anni, a partire dalle grandi emergenze, come i rifiuti in Campania, il terremoto dell’Abruzzo, la questione Alitalia. Ha lavorato bene»

Non vi vengono i brividi? Forse i vostri brividi sono diversi dai miei, ma è solo perché voi non riuscite a staccarvi da terra per cogliere “a volo d’uccello” in che modo io e il mio governo abbiamo cambiato il volto di questo paese. Abbiamo trasformato il dolore collettivo delle grandi emergenze in grande gioia privata per alcuni imprenditori, magari quegli stessi che vi dicono che questo paese ha una classe dirigente inadeguata. Abbiamo ricostruito l’Aquila fino all’ultimo mattoncino del Lego, abbiamo ridato onore e dignità alla nostra compagnia di bandiera, impedendo che i turisti venissero rapiti dai francesi e portati chissà dove, magari dove la nostra e vostra amata Promotrice Capa delle Libertà ha fatto le vacanze quest’anno. Certo, ci hanno ostacolato in ogni modo, ma l’Amore vince sempre sull’Odio e sull’Invidia, anche senza bisogno della sacra mazza ferrata di Stracquadanio.

Ma c’è ancora molto da fare, cari amici e seguaci della Libertà. Il federalismo, per il quale mancano ancora circa 410 decreti-legge che rinviano ad altrettanti decreti-legge; senza indicazione di numeri, perché deve essere la nostra grande sorpresa per voi. Abbiamo deciso di ispirarci a Borges, come potete credere a chi dice che siamo rozzi e volgari? Ma vi stavo dicendo delle elezioni. Non ci saranno perché noi siamo il governo del fare, e perché altrimenti Umberto e Giulio mi metterebbero nella Sala degli Arazzi, a far bella mostra di me. Ma io mi annoierei a morte, perché sono un uomo d’azione, e credo di dovere e potere ancora regalare molto al mio paese, per sdebitarmi di quello che il mio paese mi ha donato, prescritto o oblato prima di giungere in Cassazione.

E poi, devo trattenermi ancora con voi perché devo impedire che il nostro splendido paese faccia la fine della Grecia. Ma noi siamo una forza della natura, anche se da un quindicennio cresciamo meno del resto d’Europa. Ma sono certo che si tratta di un complotto dei comunisti, devo solo capire come fanno, ogni volta. O forse sono proprio i numeri ad essere contraffatti, è l’ennesima prova dello scarto tra paese reale e paese mediatico, come direbbe il Direttorissimo Augusto.

L’estate sta finendo, cari amici e seguaci della Libertà, è quasi ora di tornare al lavoro anche per voi, perché io di lavorare non ho mai smesso, e un cicinino di senso di colpa dovreste pur provarlo. E soprattutto, cari amici e seguaci della Libertà, non fidatevi mai di nessuno, neppure dei nostri giornalisti di riferimento. Molti di voi sono troppo giovani per ricordare, ma anche quel Vittorio Feltri lì non è così affidabile come vuol far credere. Oggi sul melo, domani sul pero, come diciamo noi a Milano e dintorni. Fidatevi solo di voi stessi e del vostro Silvio, l’unico che è sempre rimasto fedele a se stesso. E un giorno, tutte queste macerie saranno vostre.

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