A lettere di fuoco

La ripresa statunitense è talmente vibrante che la Fed è costretta a mantenere costante la dimensione del proprio bilancio, reinvestendo in titoli di stato la liquidità derivante dai rimborsi di mutui e cartolarizzazioni da essa detenuti. Per ora si procede così, nei prossimi mesi si vedrà se solo di rallentamento si tratta, e se del caso si farà altro.

Nel frattempo sono già in molti a toccarsi, sulle due sponde dell’Atlantico. Questo era il giudizio di Timmy Geithner, solo otto giorni addietro. E questo quello odierno del nostro Renato Brunetta, l’uomo che doveva vincere il Nobel, che da anni vede la ripresa e che accusava Barack Obama di essere un casinista che si balocca con annunci mirabolanti. E chissà se anche i nostri impavidi direttori, quando sarà chiaro che la disoccupazione italiana è terribilmente reale, riusciranno ad apostrofare così gli “esperti” di casa nostra, soprattutto quelli che siedono al ministero del Lavoro. Stay tuned, e compratevi il popcorn.

"A Timmy, facce ride!"

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