I frutti confusi della Fortisnomics

Ieri, sul Sole, l’economista Luigi Guiso ha risposto alla tesi di Marco “Pangloss” Fortis, a sua volta ispirata dallo studio di un “rigoroso” (per definizione) istituto di ricerca tedesco, secondo il quale la somma di debito pubblico esplicito ed implicito (quest’ultimo frutto del valore attuale della futura spesa pensionistica e sanitaria), metterebbe l’Italia al primo posto europeo per sostenibilità delle passività pubbliche. Non serviva essere rocket scientist per capire perché quella di Fortis è una pura fallacia, oltre che la riproposizione quasi ossessiva di teorie che risalgono all’Era Tremonti, ma è utile riportare la confutazione di Guiso.

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Il settimanale – 5/3/2016

Ma il Pil italiano nel 2015 è cresciuto dello 0,8% o dello 0,6%? Solo da noi può aversi una guerra di religione per una domanda del genere; Nel frattempo, abbiamo preso coscienza che serve decontribuzione strutturale per il lavoro, non sussidi temporanei. Forse molti fondi potevano essere impiegati meglio; Lo spin lisergico (rigorosamente domestico) della prima parte della settimana: l’Italia … Leggi

House of Three Cards, edizione grezza

Pubblicato da Istat il dato finale del Pil italiano del quarto trimestre. Si conferma la striminzita variazione congiunturale (cioè trimestrale) dello 0,1% ma si conosce la sua scomposizione negli elementi costitutivi. C’è anche un paragrafetto che spiega perché è inutile starnazzare sui decimali, anzi sulla terza cifra decimale, ma questo verrà affogato dal frastuono del trenino.

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Chi ha detto che i banchieri sono noiosi e prevedibili?

Oggi sul Sole c’è un pezzo di Fabio Pavesi che spiega un’operazione di investimento finanziario sull’estero effettuata dagli ex vertici della Banca Popolare di Vicenza. Una lettura affascinante ed istruttiva, un case study da business school che illustra la superiore capacità gestionale di alcuni tra i nostri banchieri.

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Perché le GACS sono nate morte

Torniamo brevemente sulla GACS, il sistema di garanzie pubbliche per agevolare lo smobilizzo dei prestiti bancari in sofferenza. Dopo il furioso dibattito domestico che ha preceduto l’accordo tra Pier Carlo Padoan ed il commissario Ue alla concorrenza Margrethe Vestager, su quello che pareva essere l’ultimo proiettile d’argento per togliere i mali dal mondo italiano è sceso il silenzio. Accantonato l’ennesimo “fate presto” ad editorialisti unificati, e preso atto che i tempi di implementazione non saranno brevi, come si suol dire quando qualcosa è destinato all’oblio, è utile capire quale è la criticità di fondo dello strumento perché è molto probabile che in Italia non lo vedremo all’opera.

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La cornucopia flessibile

Tutto è cominciato con l’incontro tra Matteo Renzi e Jean-Claude Juncker, la settimana scorsa. Con la decisione di fare interloquire il commissario Pierre Moscovici ed il ministro Pier Carlo Padoan per trovare un’intesa sulla leggendaria flessibilità. Da quel momento, la macchina italiana dello spin ad uso domestico è tornata a marciare a pieno regime, alcuni selezionati giornali hanno ripreso a svolgere il loro ruolo primario di buca delle lettere ed alcuni personaggi hanno deciso di perdere definitivamente lo spicchio di faccia che era loro rimasto.

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Il momento magico per l’economia è finito

E il merito non era di Renzi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le autocelebrazioni per il secondo anniversario del governo Renzi cadono in un momento non troppo fortunato, stanti i reiterati segnali di rallentamento globale. Quali sono state le realizzazioni in economia del rottamatore immaginario? E soprattutto, fu vera crescita? La risposta è negativa.

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Il settimanale – 27/2/2016

  • Sapevate che la Germania è un diabolico “esportatore di debito” e che gli altri paesi hanno gestito il rischio bail-in per tempo, prima dell’entrata in vigore della norma? Per fortuna abbiamo scoperto chi complotta contro l’Italia;
  • Analisi dei contributi alla crescita del Pil dell’ultimo anno: la perfida Germania cresce usando le leve che noi italiani le rimproveriamo di non utilizzare: ma ora li abbiamo scoperti!
  • Abbiamo pure scoperto che la decontribuzione temporanea sui nuovi assunti dovrà essere sostituita da una permanente, il Nobel ci attende;
  • Bilancio delle vendite al dettaglio 2015: una ripresa già in crisi;
  • La good bank portoghese Novo Banco pare non essere tanto good;
  • La settimana di Angelino, l’italiano più vicino;
  • Una buona notizia dagli States;

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