Riunione della Bce senza particolari scossoni e con esiti largamente previsti, o per meglio dire ben “telefonati” da Mario Draghi nelle scorse settimane, non senza estenuanti negoziati con i tedeschi. Quindi, in sintesi: Bce compra (dietro strette condizionalità) titoli di stato su mercato secondario, con scadenza 1-3 anni, in tal modo rispettando il divieto di acquisti in asta, che potranno essere effettuati dai salva-stati EFSF/ESM. La Bce rinuncia alla seniority, cioè al privilegio rispetto agli altri creditori, ma solo su acquisti effettuati nell’ambito dell’Outright Monetary Transaction.

In un editoriale pubblicato oggi, il condirettore della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Holger Steltzner, accusa il presidente della Bce, Mario Draghi, di voler trasformare l’istituto di Francoforte in un emulo della Banca d’Italia. E lo fa dimostrando una robusta dose di ottusità, di quelle che di solito ritrovate in molti editoriali eurofobici ed antitedeschi di casa nostra.

Dell’intervista alla Berliner Zeitung (e rilanciata dalla Frankfurter Rundschau) di Carsten Schneider, portavoce della Spd tedesca per bilancio e politica economica, la stampa italiana ha ripreso di fatto solo le frasi relative ai mille miliardi di esposizione della Germania alla crisi di debito dell’Eurozona e le critiche alla Bce, “che prende le sue decisioni in maniera non trasparente e non democratica”. In realtà, l’intera intervista era da tradurre e portare a conoscenza dei lettori italiani. Avrebbe permesso di comprendere (forse) qualcosa di più su una posizione molto più sfaccettata di quanto l’attacco alla bad bank chiamata Bce permetta di cogliere.