“Per il sistema del calcio italiano la mancata qualificazione alla fase finale dei mondiali costituisce una perdita economica finanziaria che si estenderà su più anni. Il che non implica necessariamente una riduzione apprezzabile del Pil”. Lo afferma Confcommercio in una nota secondo cui, tuttavia, “sul piano macroeconomico, l’esclusione dell’Italia potrebbe avere effetti rilevanti soltanto se modificasse il profilo della fiducia di una quota consistente dei cittadini: una conseguenza che non si può escludere” (Radiocor, 14 novembre 2017)

In una giornata di calma piatta in termini di flussi di notizie, ci resta un po’ di sano cazzeggio di alleggerimento, anche per permettere l’ossigenazione cerebrale ai piccoli condottieri da social network che scatenano le truppe brandendo posate di plastica, dentro i loro bunker con pareti imbottite. La correlazione causale del giorno vi è gentilmente offerta da Tuttosport.

(Questo post è un piccolissimo offtopic, vi promettiamo che le trasmissioni regolari riprenderanno subito)

Pare che il Giovin Signore che guida la Vecchia Signora per cooptazione familiare abbia un modo caratteristico e scientificamente prevedibile per annunciare al mondo i momenti in cui la sua frustrazione raggiunge dei picchi: recriminare.

Per il Barcellona, un debito di gruppo di 544 milioni di dollari, contro i 405 milioni dell’anno precedente. Una perdita di esercizio, per l’anno 2009-2010, di 95 milioni di dollari (circa un quinto del fatturato). Sarà anche il primo anno di una nuova gestione, quella di Sandro Rosell, ex dirigente della Nike, e in questi casi è regola che il nuovo management tenda a fare emergere perdite vere e presunte con la revisione delle poste contabili.

Siamo in estate, la stagione dei colpi di sole, dell’insostenibile leggerezza dell’essere, dei torpori di varia natura. Possibile anche che questo sito, che di solito non fa del bar sport, si dedichi ed elucubrazioni pallonare allo stesso modo in cui lo fanno tutto l’anno altri noti opinionisti blogosferici, spesso neppure parlando di calcio. Consentiteci quindi una licenza poetica alla dea Eupalla, come avrebbe detto Gioanbrerafucarlo.