Oggi e domani, a Dublino, un vertice informale dell’Eurogruppo dovrebbe fare il punto del salvataggio cipriota ma, soprattutto, decidere ulteriori agevolazioni finanziarie per Portogallo ed Irlanda. E’ il solito copione, già visto più volte: le previsioni sono sistematicamente errate per eccesso di ottimismo ed alla fine si giunge, a colpi di aggiustamenti successivi, ad accomodare margini di manovra per evitare che il malcapitato paese si schianti. Ma il punto vero è che ci stiamo avvicinando a scoprire se le OMT di Mario Draghi sono solo un bluff o se vengono tenute in serbo per non meglio precisati “altri momenti”.

Efficacissima infografica dello Spiegel che spiega i guai di Cipro. Titoli di stato di diritto domestico (pari a 5,3 miliardi di euro), che non si possono ristrutturare, pena il crollo delle banche che li hanno in pancia. Titoli di stato di diritto britannico (pari a 3,8 miliardi di euro) non ristrutturabili perché contengono clausole di azione collettiva molto problematiche. A fronte di ciò, il paese necessita di recuperare 17 miliardi di euro (il 100 per cento del proprio Pil), di cui 10 erogati da Ue e Fmi, e 7 da “produrre” internamente, tramite non meglio specificate privatizzazioni, ed un bail-in, cioè imputando i costi ad investitori-risparmiatori nel sistema creditizio cipriota.

di Mario Seminerio – Libertiamo

Ed alla fine, il salvataggio di Cipro e la “ristrutturazione” del suo ipertrofico sistema creditizio presero forma, dopo una settimana sprecata (a Cipro) in recriminazioni, voti contrari del parlamento, richieste inascoltate di aiuto alla Grande Madre Russia, ed altrettanto sdegno nell’opinione pubblica di parte dell’Eurozona, segnatamente in Italia, dove si continua a capire assai poco dell’intera vicenda e della proteiforme natura della crisi, ma dove ormai prevalgono pavloviani moti di sdegno contro l’Europa, anche quando dovrebbe apparire più o meno evidente che di soluzioni ottime non ne esistono.

Ripreso da Alphaville, Standard&Poor’s spiega la vera motivazione della eroica resistenza del governo cipriota contro i bruti dell’Eurozona. Quella che fa fremere tutti voi, libertari, paladini del risparmio e acerrimi avversari delle banche, che alluvionate di sdegno editoriali, articolesse, blog e social network a difesa del piccolo paese che volle farsi una piccola City nel Mediterraneo. Perché la colpa è dell’Eurozona, diciamocelo. O no?