A conferma che l’aver evitato la creazione di un “nocciolino” agente in regime privatistico non è assolutamente sufficiente ad evitare la creazione di zone d’ombra nel funzionamento del Dipartimento della Protezione Civile, la Corte dei Conti ha invitato oggi, per bocca del proprio presidente, Tullio Lazzaro, a più controlli sugli atti della struttura diretta da Guido Bertolaso, pur riconoscendo che la magistratura contabile non può esercitare accertamenti se non su espressa richiesta del capo del governo. Durante la conferenza stampa al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, Lazzaro ha detto che “a monte c’è comunque una scelta politica” precisando che per legge non esiste un controllo della Corte sulle ordinanze emesse dalla Protezione Civile, ma solo sulla gestione del fatto a cose già realizzate. Il che equivale a dire che non esiste alcun controllo.

Oggi, durante la sua relazione sull’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, il presidente della Corte dei conti, Tullio Lazzaro, ha svolto alcune importanti considerazioni. In primo luogo, vi è un problema complessivo di complessità e disfunzionalità dei livelli decisionali della pubblica amministrazione:

Assistiamo per tanti aspetti al crescere confuso di strutture, di modelli amministrativi, di sovrapposizioni di competenze tra amministrazioni centrali e enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti. E’ compito prioritario ed urgente della classe dirigente del Paese fare un bilancio, ed eventualmente riconsiderare, scelte recenti e meno recenti con il preciso scopo di ridare sistematicità all’insieme degli organismi amministrativi a tutti i livelli, nell’interesse finale della comunità nazionale.

E’ questa stratificazione decisionale ed amministrativa che causa rinvii di responsabilità e riduzione di efficacia ed efficienza dell’intervento pubblico.

Come segnala Libero Mercato, che sta conducendo dalla propria nascita una meritoria campagna d’informazione e denuncia su usi ed abusi dei derivati nell’ambito della finanza pubblica locale, lo scorso 27 dicembre la Corte dei conti ha emesso una sentenza, riferita nello specifico all’adozione di un contratto di mutuo ma che rappresenta un potenziale precedente per eventuali cause legate alla stipula di contratti finanziari come gli swap. In tale sentenza la Corte stabilisce che la stipulazione di un contratto finanziario per coprire spese che non sono classificabili come investimento costituisce causa di responsabilità in violazione dell’articolo 30, comma 15 della legge 289/2002, cioè la Finanziaria del 2003. Un articolo che determina una responsabilità amministrativa di tipo sanzionatorio a carico dei pubblici amministratori.

Martedì scorso, durante la trasmissione “Filo diretto”, su Decidere Radio, Daniele Capezzone è tornato sul tema della responsabilità patrimoniale dei pubblici amministratori:

“Noi vorremmo che chi sbaglia, paga. Chi sbaglia con dolo (cioè con malafede), oppure con colpa grave (cioè con negligenza, imprudenza, imperizia), dovrebbe rispondere. Qualcosa la Corte dei conti ha già individuato, in termini giurisprudenziali. Noi vorremmo che questo fosse, diciamo, istituzionalizzato anche dal punto di vista normativo.”

Non prima di aver invocato una moratoria sull’aborto dei congiuntivi, segnaliamo a Capezzone che la Corte dei conti non ha individuato alcunché, in termini giurisprudenziali, perché in materia esiste già una istituzionalizzata norma di legge.

Il sesto dei tredici punti programmatici di Decidere.net, il network di Daniele Capezzone, recita:

Responsabilità patrimoniale del pubblico amministratore: chi sbaglia e arreca un danno, paghi.

Essenziale, asciutto, lapidario. Così si fa, vivaddio. Per una politica ad alta velocità. Vrooom! Ma dove l’avevamo già letto, questo principio? Nel Deuteronomio? Nei fratelli Karamazov? Nel ricettario di suor Germana? Ah, no! Pare che il principio di responsabilità patrimoniale dei pubblici amministratori sia già previsto dall’ordinamento italiano. Lo avevamo letto sul sito della Corte dei Conti, nella sezione relativa alle funzioni giurisdizionali della stessa in materia di responsabilità amministrativa e contabile.