Su noiseFromAmerika, Alberto Bisin esprime dubbi sulla necessità di uno stretto coordinamento delle politiche fiscali nell’area euro, e giunge alla conclusione che un’unione fiscale non è affatto necessaria (né fondamentale), anche in presenza di una unione monetaria e che non garantisce la convergenza delle politiche fiscali dei paesi membri, mentre limita l’efficienza della finanza pubblica. Il punto, però, è la definizione di “unione fiscale”.

Pare che il governo sia intenzionato a concedere alle regioni, nell’ambito di quel processo di vigorosa spremuta fiscale noto col nome di federalismo, anche la possibilità di imporre un superbollo ai suv ed alle auto di grossa cilindrata. L’abile ed originale mossa dovrebbe anche servire, secondo quanto ipotizza il Corriere, ad ottenere un atteggiamento benevolo sull’iter federalista regionale da parte del Partito democratico. Secondo i primi balbettii di Bersani, nella cornice del forum della Confcommercio di Cernobbio, pare che l’idea non dispiaccia.

Pare che l’Iraq stia diventando uno stato di dipendenti pubblici, e non solo per l’eredità socialista di Saddam Hussein:

«Il ruolo guida del governo nell’occupazione significa che esso stabilisce i salari e controlla il mercato del lavoro. Molti di questi lavoratori non hanno una reale posizione, ed esistono per mantenere il sostegno ai partiti politici e tenere la gente lontano dalle strade nel tentativo di controllare disordini sociali»