In una intervista al Corriere, il cosiddetto responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, si pavoneggia asserendo che il governo avrebbe “saccheggiato” a piene mani il programma fiscale Democratico in relazione alla manovrona pluriennale che sarà presentata a giorni. Contento lui.

Pare che il governo sia intenzionato a concedere alle regioni, nell’ambito di quel processo di vigorosa spremuta fiscale noto col nome di federalismo, anche la possibilità di imporre un superbollo ai suv ed alle auto di grossa cilindrata. L’abile ed originale mossa dovrebbe anche servire, secondo quanto ipotizza il Corriere, ad ottenere un atteggiamento benevolo sull’iter federalista regionale da parte del Partito democratico. Secondo i primi balbettii di Bersani, nella cornice del forum della Confcommercio di Cernobbio, pare che l’idea non dispiaccia.

Prosegue la farsa chiamata federalismo fiscale. Per ottenere l’assenso delle opposizioni, tra le quali figura a pieno titolo l’Anci di Sergio Chiamparino, l’ineffabile Calderoli ha svelato la proposta di fondo perequativo per comuni e province, che dovrebbe partire dal 2014, quando scadrà il regime transitorio del fondo sperimentale di riequilibrio.

Pare che l’Iraq stia diventando uno stato di dipendenti pubblici, e non solo per l’eredità socialista di Saddam Hussein:

«Il ruolo guida del governo nell’occupazione significa che esso stabilisce i salari e controlla il mercato del lavoro. Molti di questi lavoratori non hanno una reale posizione, ed esistono per mantenere il sostegno ai partiti politici e tenere la gente lontano dalle strade nel tentativo di controllare disordini sociali»

Un nostro assiduo lettore ci ha inviato copia del modello S.C.I.A. utilizzato dal comune di Cuneo, che potete ammirare in tutta la sua magnificenza qui. Per chi non lo sapesse, la S.C.I.A. è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, lanciata con grande fanfara dall’esecutivo la scorsa estate, e che sostituisce la D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività). Negli intendimenti del governo, e  soprattutto del ministro dell’Economia, doveva trattarsi della pietra angolare su cui costruire l’Edificio della Libertà, con la maiuscola, in attesa di mettere tutto in Costituzione. Le cose stanno andando diversamente da quanto sperato.