Un nostro assiduo lettore ci ha inviato copia del modello S.C.I.A. utilizzato dal comune di Cuneo, che potete ammirare in tutta la sua magnificenza qui. Per chi non lo sapesse, la S.C.I.A. è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, lanciata con grande fanfara dall’esecutivo la scorsa estate, e che sostituisce la D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività). Negli intendimenti del governo, e  soprattutto del ministro dell’Economia, doveva trattarsi della pietra angolare su cui costruire l’Edificio della Libertà, con la maiuscola, in attesa di mettere tutto in Costituzione. Le cose stanno andando diversamente da quanto sperato.

di Mario Seminerio – Libertiamo

In un editoriale su la Stampa, Luca Ricolfi spiega in modo impeccabile perché stiamo dibattendo sul nulla, riguardo il federalismo. Come in un gioco di specchi, il governo procede speditamente ad approvare decreti delegati che rimandano a passaggi successivi. Ricolfi cita il caso della fiscalità municipale, rispetto alla quale manca la quantificazione fondamentale relativa alla spesa attivabile da ogni comune, e quella sulla pressione fiscale locale, cioè su quanto la municipalità andrà inizialmente a richiedere ai cittadini. Questi sono i due pilastri sui quali poggia il celeberrimo “potere di spesa e di presa” di cui parla il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Prendendo spunto dal commento di oggi di Massimo Gramellini, la rassegna stampa di Dagospia segnala la probabile elevazione agli onori ministeriali per Aldo Brancher, il pontiere tra Silvio e Umberto. L’ex “sacerdote paolino”, come lo definisce il Corriere, che oggi è sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Riforme per il Federalismo, diverrebbe ministro all’Attuazione del medesimo, promettendo di ricoprire un ruolo ancor più determinante di quello, già critico, di Gianfranco Rotondi, al quale non a caso è stata di recente affiancata la prestigiosa Daniela Santanché, quella che a Silvio proprio non la vuol dare.

Il complotto si estende: da oggi anche Roberto Formigoni è finiano honoris causa. Abbiamo anche il contro-pentito last minute, Roberto Cota. Qualcuno deve avergli mandato via fax un disegnino in cui gli si spiega che aveva firmato un documento anti-governativo, e lui si è eclissato prima della conferenza stampa. Si noti soprattutto che la manovra è passata con un decreto legge, impedendo il passaggio in Conferenza Unificata che sarebbe avvenuto se si fosse fatto un disegno di legge.