Come segnala il Financial Times, pare che Malta abbia trovato un metodo piuttosto sbrigativo per aumentare le proprie entrate pubbliche: vendere direttamente passaporti della Ue. Altro segno che lo stato di necessità finanziaria di molti governi europei sta finendo col segare il ramo su cui i governi medesimi (ed i loro cittadini) sono seduti, e porre le basi per ulteriori forme di ripiegamento della Ue per linee nazionali. Cioè la negazione stessa del concetto di Unione.

Oggi, sul Corriere, c’è un cosiddetto editoriale del professor Giovanni Sartori. La notizia, in sé, non avrebbe alcuna rilevanza se non fosse per i concetti del tutto stralunati che in tale editoriale compaiono, e che pongono un problema piuttosto oggettivo (come si diceva ai tempi delle suggestioni rivoluzionarie) sulla qualità di quello che compare negli spazi dei commenti della stampa italiana che “conta” per l’improbabile formazione ed informazione di quell’Ufo chiamato opinione pubblica.

  • “Svuoterà Lampedusa, mandandoli via”. Così Umberto Bossi, leader della Lega Nord conversando con i cronisti alla Camera risponde a chi gli chiede se secondo lui Berlusconi risolverà l’emergenza immigrazione nell’isola. A chi gli chiede se saranno mandate delle navi in Tunisia per riportare i migranti, il Senatur risponde: ”Lo spero” (Ansa, 30 marzo 2011);
  • Umberto Bossi è favorevole ai permessi temporanei per gli immigrati tunisini. Così “vanno in Francia e in Germania”. Dopo aver spiegato il suo assenso ai permessi temporanei per gli immigrati tunisini, Bossi ha aggiunto: “Faccio quello che posso” (Ansa, 5 aprile 2011)

di Mario Seminerio – Libertiamo

Mattinata di un giorno qualunque, in attesa davanti agli sportelli dell’Anagrafe. Cinquanta persone in attesa, un ingolfamento che non si ricordava da prima dell’epoca dell’autocertificazione. L’impressione è che sia cambiato qualcosa nelle norme, in peggio, oppure che gran parte delle persone presenti non conoscano la possibilità di autocertificare (che è comunque soggetta a limitazioni, altrimenti non saremmo qui a descrivere la scena), forse perché anziani o forse perché giunti da poco in questo paese. Forse la risposta giusta è soprattutto quest’ultima: un rapido sguardo intorno e si coglie immediatamente che la maggioranza delle persone in attesa non sono italiane.