• “Svuoterà Lampedusa, mandandoli via”. Così Umberto Bossi, leader della Lega Nord conversando con i cronisti alla Camera risponde a chi gli chiede se secondo lui Berlusconi risolverà l’emergenza immigrazione nell’isola. A chi gli chiede se saranno mandate delle navi in Tunisia per riportare i migranti, il Senatur risponde: ”Lo spero” (Ansa, 30 marzo 2011);
  • Umberto Bossi è favorevole ai permessi temporanei per gli immigrati tunisini. Così “vanno in Francia e in Germania”. Dopo aver spiegato il suo assenso ai permessi temporanei per gli immigrati tunisini, Bossi ha aggiunto: “Faccio quello che posso” (Ansa, 5 aprile 2011)

di Mario Seminerio – Libertiamo

Mattinata di un giorno qualunque, in attesa davanti agli sportelli dell’Anagrafe. Cinquanta persone in attesa, un ingolfamento che non si ricordava da prima dell’epoca dell’autocertificazione. L’impressione è che sia cambiato qualcosa nelle norme, in peggio, oppure che gran parte delle persone presenti non conoscano la possibilità di autocertificare (che è comunque soggetta a limitazioni, altrimenti non saremmo qui a descrivere la scena), forse perché anziani o forse perché giunti da poco in questo paese. Forse la risposta giusta è soprattutto quest’ultima: un rapido sguardo intorno e si coglie immediatamente che la maggioranza delle persone in attesa non sono italiane.

Siamo in estate, la stagione dei colpi di sole, dell’insostenibile leggerezza dell’essere, dei torpori di varia natura. Possibile anche che questo sito, che di solito non fa del bar sport, si dedichi ed elucubrazioni pallonare allo stesso modo in cui lo fanno tutto l’anno altri noti opinionisti blogosferici, spesso neppure parlando di calcio. Consentiteci quindi una licenza poetica alla dea Eupalla, come avrebbe detto Gioanbrerafucarlo.

Pare che la rivoluzionaria idea della neo-mamma Mariastella Gelmini di mettere un tetto del 30 per cento al numero di bambini stranieri nelle classi, lanciata lo scorso febbraio, sia già stata rapidamente derubricata da atto regolamentare in abituale attesa di attuazione a proclama pre-elettorale. Nell'”atto di indirizzo”, o comunque lo si voglia definire, era previsto che gli uffici scolastici regionali avrebbero dovuto valutare caso per caso, verosimilmente sulla base della definizione di “bambino straniero” (inclusi quelli nati in Italia e che sono poliglotti, parlando correntemente l’italiano e spesso pure i dialetti locali), e realizzare accordi di rete tra distretti scolastici.

Mentre il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo viene scaricato dai colleghi, torna d’attualità quell’obbrobrio noto come voto degli italiani all’estero. E’ di oggi un esaustivo articolo di Paolo Balduzzi e Massimo Bordignon, su lavoce.info, che illustra tutti i cervellotici meccanismi attuati per riconoscere l’elettorato attivo e (soprattutto) passivo anche a gente che non parla italiano e mai ha vissuto entro i patri confini.

di Mario Seminerio – Libertiamo

Il sito di analisi economiche e demografiche “A Fistful of Eurossegnala che il governo greco, oltre a tentare di gestire la crisi fiscale, intende introdurre una nuova legge sull’immigrazione, i cui termini sono interessanti anche per il nostro paese. In particolare, la nuova legge greca consentirebbe ai figli di immigrati di richiedere la cittadinanza, sotto la duplice condizione che i genitori abbiano vissuto legalmente in Grecia per almeno dieci anni e il figlio abbia almeno tre anni di frequenza scolastica. Secondo le stime, circa 250.000 tra bambini e giovani figli di immigrati potrebbero acquisire per questa via la cittadinanza greca.