Trova le differenze. Scriveva Marco Fortis sul Sole, lo scorso 8 dicembre, riguardo la quota di debito pubblico italiano detenuta da non residenti, nel tentativo di spiegare al colto ed all’inclita quanto bene eravamo messi, titolo incluso:

«Il vero tallone d’Achille dei paesi dell’Euroarea in questo momento non è tanto il debito pubblico complessivo ma quello estero, che è in balia degli umori dei mercati e sotto il tiro della speculazione. Pochi forse sanno che a fine giugno 2010 il debito pubblico estero italiano era di 837 miliardi di euro, inferiore a quello della Germania (978 miliardi) e della Francia (1.037 miliardi). La domanda vera allora è: nel caso limite (e sottolineiamo limite più volte) in cui gli investitori stranieri non sottoscrivessero più il debito pubblico estero, i paesi dell’Euroarea possiedono le risorse finanziarie interne sufficienti per far fronte a una simile eventualità?

(…) L’Italia ha oggi il più basso rapporto tra debito pubblico estero e ricchezza finanziaria netta delle famiglie, migliore di quello della stessa Germania. Il nostro paese, nell’interesse di tutti gli italiani, farebbe bene a dare ampia risonanza di ciò ai mercati perché forse tanti investitori (e speculatori) non ne sono consapevoli»

Che differenza possono fare otto mesi!

Sul Messaggero, il professor Marco Fortis (e chi altri, sennò?) ci spiega pazientemente che, dopo i deludenti dati di Pil francese e tedesco del secondo trimestre, l’Europa ed il mondo devono prendere atto e coscienza che andiamo verso una fase di grande debolezza congiunturale e che, quindi, il nostro paese potrà evidenziare meglio di altri (la cui crescita è stata dopata o è “irrealistica”), che il modello italiano va piano, sano e lontano. Vediamo se è proprio così.

Su Chicago Blog, Oscar Giannino torna sul tema della patrimoniale, finalmente entrato nel dibattito pubblico di un paese che ama vivere col torcicollo, guardandosi indietro e ripetendo gli stessi errori del passato. Della tentazione di una “compensazione” tra debito pubblico e ricchezza privata, avete letto e leggete su questo sito da molto, moltissimo tempo.

di Mario Seminerio – Libertiamo

In un editoriale pubblicato da ilSole24Ore, il professor Marco Fortis tenta di rassicurare sulla solidità del nostro paese riguardo la crisi di debito dell’area euro, basandosi su quelli che definisce “indicatori oggettivi”. Proviamo anche noi ad analizzarli, con lo scetticismo che ci coglie ogni volta che sentiamo pronunciare il termine “oggettivo”.