Michele Boldrin replica all’interessante dibattito sviluppatosi dopo il suo primo post. Riguardo le nostre (ed altrui) obiezioni, Boldrin ritiene che il rischio sistemico sia trascurabile, e che la Grecia possa (e debba) ben fallire. Proviamo a replicare ai punti sviluppati da Michele, con una premessa: chi scrive non è tra i sostenitori del salvataggio della Grecia purchessia e ad ogni costo (quindi non è un benpensante), e ritiene inoltre molto probabile che l’esito ultimo di questa vicenda sarà una ristrutturazione del debito greco, cioè la decurtazione del suo valore nominale, in una misura che potrebbe oscillare tra il 30 ed il 50 per cento. Ma l’aspetto sistemico esiste, eccome. Tutto ciò premesso, procediamo.

Su noiseFromAmerika, Michele Boldrin riprende ed amplia l’atto di accusa di Roberto Perotti contro le modalità di assegnazione di due cattedre di ordinario all’Università di Roma Tre. I due posti, uno in diritto tributario e l’altro in economia, appaiono concessi per decisione del ministero (cioè del ministro Mariastella Gelmini), e ristretti a chi fosse già ordinario, attraverso il meccanismo del trasferimento.

Posta da Michele Boldrin:

Posso invitarti in Spagna in giugno? Così scopri che non è  ancora l’Italia, anche se il rischio c’è. Ad ogni modo, nel grafico che menzioni qui
“Il settore bancario scricchiola sinistramente, il paese è ora alprimo posto mondiale nel controvalore netto dei credit default swap”
la Spagna è seconda (molto lontana dalla prima, che è l’Italia) e con 10% di esposizione più della Germania, che ha un’economia grande più del doppio di quella spagnola.
La bomba degli immigrati che lavoravano nelle costruzioni è vera, Mario. Ma del resto credo tu abbia una visione distorta. E vedrai che riformano il mercato del lavoro di nuovo, mentre stanno tagliando imposte, slowly but surely. E spesa pubblica. Neanche da confrontarsi all’Italia.